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Marinelli caustico attacca Polverini su chiusura S. Lucia


Marinelli caustico attacca Polverini su chiusura S. Lucia
30/03/2011, 15:03

Roma, 29 marzo 2011 – La Fondazione Santa Lucia, centro di eccellenza capitolino specializzato in riabilitazione neuromotoria, rischia la chiusura. Senza adeguati finanziamenti, la grave crisi economica in cui versa il nosocomio potrebbe decretarne la fine, lasciando smarriti molti malati e le loro famiglie. Per scongiurare questa ipotesi e spronare i politici ad una soluzione, si snoderà oggi un corteo di dolorosa protesta dall’Ardeatina, zona dell’ospedale a Via Cristoforo Colombo sede della giunta regionale.



“Ancora una volta – commenta amaro Vittorio Marinelli, responsabile laziale dell’Italia dei Diritti - , i cittadini malati di Roma e del Lazio dimostrano di non avere alcun senso civico e di osteggiare la sana azione di risanamento della supergovernatrice Polverini. La quale – prosegue Marinelli - , per pagare i ricchi stipendi dei consiglieri regionali e le venti commissioni di recente creazione, da qualche parte dovrà pure tagliare. In fondo ospedali, asili, mezzi pubblici e similari sono beni voluttuari dei quali i cittadini possono agevolmente fare a meno, considerato che esiste un efficiente rete di cliniche private, che per far star comunque tranquillo il contribuente, sono pagate dalla Regione”.



L’Italia dei diritti appoggia ancora una volta il personale e i pazienti del S. Lucia. Le parole del responsabile per il Lazio Marinelli, seguono quelle spese in passato dal presidente del movimento Antonello De Pierro, il quale ha sempre sostenuto l’importanza per la città di un centro così efficiente, in cui ogni giorno, decine di ammalati vengono assistiti per tornare a una vita autonoma.



“Il fatto poi che il Santa Lucia fosse centro di eccellenza – aggiunge con sarcasmo Marinelli -, limitava la possibilità di tanti giovani ricercatori di poter conoscere il resto del mondo, facendo rimanere il Lazio, ancora una volta, al massimo del provincialismo. Ora, grazie alla Polverini tanti brillanti studiosi conosceranno altri paesi e potranno prepararsi negli Stati uniti, in Irlanda e magari anche in Cina. Di fronte a tanto e tale altruismo – conclude - le disapprovazioni di oggi sono cattive, ingiuste e immeritate se non addirittura ideologiche”



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di Redazione
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