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"Correggeremo la legge sul reato di clandestinità"

Maroni: "200 mila profughi in arrivo, allarme Al Qaeda"

"I beni libici? Non li toccheremo, sono solo azioni"

Maroni: '200 mila profughi in arrivo, allarme Al Qaeda'
02/03/2011, 11:03

ROMA - Intervento del Ministro dell'Interno Roberto Maroni oggi davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali ed Affari esteri, per illustrare la situazione sui Paesi africani del Mediterraneo.
Durante la sua relazione e poi le risposte alle domande dei parlamentari, il Ministro ha toccato vari punti. Ma non ha mancato di gettare allarmismo, parlando di 200 mila persone nella sola Libia pronte a scappare verso il nord e quindi in Italia. Poi ha continuato: "Noi ci stiamo preparando a subire il rischio di un impatto senza precedenti sulle nostre coste. Dei giovani tunisini arrivati in questi settimane, 2.000 circa hanno fatto domanda di protezione e meno di 400 hanno chiesto asilo politico. Ci stiamo attrezzando per gestire una situazione che potrebbe essere simile a quella della Germania dopo la caduta del muro di Berlino. Abbiamo quindi avviato con le prefetture un monitoraggio di tutti i siti che potrebbero accogliere i profughi". Anche se in realtà, la maggioranza di loro vuole andare in Francia e Germania.
Poi ha negato l'ipotesi che il governo blocchi i beni libici, come fatto all'estero: "Sono principalmente partecipazioni azionarie. Ne abbiamo parlato anche ieri sera; non penso che il Governo possa intervenire a bloccare partecipazioni azionarie. So che ci sono valutazioni in corso e altri Paesi hanno preso iniziative di congelamenti, ma qui si tratta di partecipazioni azionarie, non di conti correnti, e penso la Consob debba dire la sua in merito''. Inoltre, riferendosi al trattato di amicizia tra Italia e Libia ha detto che non verrà annullato, perchè "è stato approvato con una legge e non so chi è in grado di revocarlo: forse il parlamento o il presidente della Repubblica devono intervenire''. Ha poi detto che verranno stanziati 5 milioni per gli aiuti umanitari, oltre ai soldi che saranno versati dalle regioni.
Durante l'intervento, Maroni non ha mancato di attaccare il governo tunisino: "L'accordo con la Tunisia prevede il rimpatrio, ma le autorità di Tunisi accettano di accogliere solo quattro connazionali al giorno. Se si considera che in queste settimane sono arrivati circa 6 mila tunisini, con questo ritmo ci vorrebbero tre anni per rimpatriarli tutti. Noi stiamo quindi negoziando per avere la possibilità di rimpatri più numerosi, che sarebbero un segnale importante anche verso i tunisini che hanno intenzione di partire".
ha infine aggiunto che il governo intende modificare il reato di clandestinità, per rispondere alle osservazioni mosse dall'Europa e alle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di cassazione che hanno annullato alcuni punti nevralgici della legge.

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di Antonio Rispoli
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