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Finocchiaro: politica che viola anche la Bossi-Fini

Maroni: con respingimento ridotti gli sbarchi, si va avanti


Maroni: con respingimento ridotti gli sbarchi, si va avanti
25/05/2009, 21:05

I respingimenti sono leciti ed hanno dato ottimi frutti, motivi che non faranno cambiare la linea del governo. Ne è convinto il ministro dell’Interno Roberto Maroni nella sua informativa in aula a palazzo Madama sulla politica dell’immigrazione. Nel 2008, ha riferito, sono stati registrati 537 sbarchi in Sicilia, per un totale di 34.540 persone; fino al 20 maggio di quest’anno, invece, sono stati registrati 69 sbarchi, per un numero complessivo di 6.558 persone. I dati cambiano sensibilmente se si esamina il periodo dal 7 maggio in poi, ovvero da quando sono stati fatti i respingimenti: da allora “il numero di persone arrivate si è drasticamente ridotto, praticamente azzerato”.

Sulla base di questi dati, Maroni si dice intenzionato a non modificare la politica adottata ed a continuare quindi con i respingimenti “senza tentennamenti”. Nei giorni scorsi erano arrivate critiche al modus operandi scelto da governo da parte dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), che aveva obiettato che la pratica dei respingimenti in acque internazionali di barconi di migranti è in contrasto con la Convenzione di Ginevra e le normative Ue e italiane; le risposte da parte del governo, che non si sono fatte attendere, erano state considerate offensive dall’Onu.
Oggi Maroni ha sottolineato che questa politica “salva molte vite in mare e sta portando alla drastica riduzione degli sbarchi sulle coste italiane”. Tra il 6 e il 10 maggio, ha continuato il Ministro, sono stati respinti in tre fasi complessivamente 471 clandestini ed in tutti e tre i casi gli organismi competenti del nostro Paese “si sono immediatamente attivati perché, d’intesa con le autorità maltesi e libiche, venisse prestato innanzitutto aiuto e assistenza”.

Relativamente all’accusa di non rispettare le norme internazionali, Maroni ha sottolineato che i respingimenti vengono fatti in maniera del tutto lecita ed ha smentito che “la collaborazione con la Libia nella lotta all’immigrazione clandestina possa essere foriera di preoccupazioni sul versante della garanzia e del rispetto dei diritti umani in quel Paese”.

Nel recente incontro con il rappresentante dell’Unhcr in Italia, ha ancora aggiunto Maroni, si è “convenuto di istituire presso il ministero dell’Interno un tavolo di lavoro con la partecipazione, oltre che dell’Unhcr e dell’Italia, anche della Libia e dei rappresentanti della Commissione Europea”.

Alle accuse di non rispettare il diritto di asilo, il ministro leghista ha replicato che l’Italia è fortemente impegnata a favore dei richiedenti, e che i tempi per le istruttorie relative alla concessione dello status di rifugiato sono “tra i più bassi d’Europa”, con una media “di tre mesi, contro i tre anni di dieci anni fa e contro una media europea che è più del triplo di quella italiana”. Inoltre, ha sottolineato il titolare del Viminale, “nel solo solo 2008 il nostro Paese ha destinato al Fondo nazionale asilo oltre 21 milioni di euro di cui solo 2,8 milioni venivano da fondi europei. Nel 2009 sono diventati 29 milioni. L'Unione Europea ci dà 20 milioni spalmati in sei anni”.

Intanto si attende che Jacques Barrot, vicepresidente e commissario per gli Affari interni dell’Unione Europea, durante il prossimo consiglio Gai (Giustizia e Affari interni), fissato per il 4-5 luglio a Lussemburgo, prenda “in considerazione le proposte che (congiuntamente con Grecia, Cipro e Malta) abbiamo già formulato”.

Il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, al termine dell’informativa, ha replicato lodando l’intenzione di cominciare con iniziative serie, ma ribadendo l’opposizione alla politica attualmente adottata dal governo. “Una politica seria in questo campo, - ha dichiarato, - deve partire dall’art.10 della nostra Costituzione, che sancisce un principio incompiutamente applicato anche grazie ai respingimenti di cui questo governo si è fatto interprete”.

La Finocchiaro ha poi sottolineato che “i respingimenti non possono in alcun modo ledere la richiesta di diritti di asilo di uno straniero” ed ha invitato a porre fine ai “giochi di natura elettoralistica” in materia di immigrazione, considerando l’intervento di Maroni “uno spot elettorale, in cui si sono invocate regole, che non credo proprio siano quelle da lei citate”.

La pratica dei respigimenti, inoltre, spiega la Finocchiaro, viola anche la legge Bossi-Fini. "L'articolo 12 comma 9 bis e 9 quater della Bossi-Fini, - ricorda la presidente dei senatori Pd, - indica che quando una nave della marina militare italiana o una nave italiana con funzione di polizia incrocia, anche in acque internazionali, un natante che si abbia fondato motivo di ritenere stia svolgendo, come in questi casi, un'attivita' criminale di traffico di esseri umani, la scorta in un porto dello Stato italiano".

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di Nico Falco
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