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"Sarà la magistratura a valutare eventuali reati"

Maroni fa dietro-front: "Nessuna norma speciale sul web"


Maroni fa dietro-front: 'Nessuna norma speciale sul web'
16/12/2009, 20:12

Subito dopo l'aggressione subita dal premier e la nascita immediata di decine di gruppi e pagine fan su facebook che inneggiavano il gesto di Massimo Tartaglia, il ministro degli Interni Maroni, seguito a ruota da altri eccellenti esponenti politici, aveva tuonato:"Faremo in modo di proporre un disegno di legge che ponga fine a questo scempio"; minacciando anche denunce di massa ed un controllo serrato dei portali web che, come youtube e facebook, "contribuiscono all'incitamento all'odio".
E mentre la ruota del carroccio pareva diretta a grossa velocità verso una spaventosa forma di "censura preventiva", dall'Udc fino ai Verdi, si alzavano numerosi appelli a lasciare internet così com'è. Una volta appurato che, il gesto del 42 milanese, è stato dettato da uno squilibrio mentale e non da un gruppo istituito su un social network, il ministro pare aver deciso di tirare il freno a mano, scendere dal carro impetuoso e riflettere.

NESSUN DECRETO LEGGE
Il leghista pare infatti chiaro e, al termine del voto sulla finanziaria, precisa che "non ci sarà nessuna norma speciale sul web". Questo però non vuol dire che il governo non tenterà di costruire un provvedimento contro le contestazioni durante le manifestazioni pubbliche ma che, semplicemente, si cercherà di separare la questione del controllo del web da quella del controllo delle piazze senza farle rientrare entrambe in un unico decreto legge.
In pratica, si adotteranno più disegni normativ all'interno dei quali far rientrare le nuove regole. Il ministro fa infatti sapere che presenterà le due proposte separatamente al Consiglio e che "poi vedremo se quelle disposizioni verranno inserite in un unico testo, ma non è questo l'importante, la cosa che ci interessa è affrontare le due questioni".

DECIDERA' LA MAGISTRATURA
Il numero uno del Viminale ci ha tenuto a gettare acqua sul fuoco delle polemiche e a placare gli animi di coloro che paventavano una nuova manovra di censura ai danni della rete. "Si tratta una materia controversa, ma non ci sarà nessuna norma speciale - ha infatti precisato - nessun intervento di censura da parte del governo, perché sarà la magistratura a valutare cosa è e cosa non è reato, secondo quanto già previsto dal codice penale". Maroni ha dunque sottolineato che "non ci sarà nessuna nuova fattispecie di reato, perché verranno valutati l'apologia di reato e l'istigazione a delinquere. Quello che stiamo studiando è la possibilità di dare ai magistrati gli strumenti per rimuovere in maniera permanente il messaggio e quindi gli effetti. Non si tratta di oscurare, ma di rimuovere solo la parte che costituisce reato".

IL CONTROLLO DELLE MANIFESTAZIONI
Se quello della regolamentazione di internet è un tema controverso, il tentativo di controllare la contestazione durante le manifestazioni pubbliche non è di sicuro meno complesso. Il ministro ha precisato che esistono proposte provenienti da diverse parti "tra cui quella del ministro La Russa, che vorrebbe estendere a tutti i comizi le norme previste solo durante i periodi di campagna elettorale". Tuttavia, lo stesso Maroni ammette di aver riscontrato una cotrarietà trasversale nei confronti della proposta totalizzante del ministro della Difesa. In ogni caso, conclude il leghista, anche per quanto riguarda i contestatori "sarebbe più opportuno un disegno di legge".

LA SOLUZIONE DELL'AUTODISCIPLINA
Una delle soluzioni in grado di mettere daccordo le numerose parti in campo potrebbe essere quella di affidarsi all'autoregolamentazione; come avviene per il settore delle pubblicità. Il rappresentate del Carroccio parla infatti di un possibile "codice etico" da dover far rispettare in maniera preventiva a chi frequenta i social network e ricorda che "L'intesa è la strada migliore per evitare interventi repressivi: la critica è giusta ma non può arrivare alla commissione di reati". Del resto lo stesso "ministro di ferro" ha dovuto ammettere che "A ottobre abbiamo dovuto attendere più di un mese perché Facebook rimuovesse i contenuti che avevamo segnalato. In questi giorni invece è avvenuto praticamente subito e autonomamente. È importante".


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di Germano Milite
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