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"Nessun rimedio dell'ultima ora per rimediare ai pasticci"

Maroni:"Le regole per le Regionali non si cambiano"


Maroni:'Le regole per le Regionali non si cambiano'
02/03/2010, 20:03

ROMA - Nessun rimedio dell'ultimo secondo per tamponare le incompetenze, le irregolarità e i pasticci combinati nel Lazio ed in Lombardia dai membri del Pdl per la presentazione delle liste. E' questo il messaggio lanciato da Roberto Maroni nella giornata odierna. Il ministro degli Interni ha difatti precisato ai giornalisti del Senato che:"Non si possono cambiare le regole, non c'è spazio per fare un provvedimento d'urgenza da parte del governo".
Prima del leghista si era però espresso, in maniera molto più benevola, Renato Schifani:"Mi auguro fortemente che possa essere garantito il sacrosanto diritto di voto che dalla Costituzione è previsto per tutti i cittadini"; aveva infatti commentato il presidente del Senato che, come sempre molto indulgente nei confronti della maggioranza, aveva poi aggiunto un auspicio risultato molto poco digeribile dall'opposizione:"Mi aguro che a prevalere, nel rispetto delle regole, sia sempre la sostanza rispetto alla forma, quando la forma non è essenziale". Come in più di qualcuno notò, Schifani si è dunque dimostrato favorevole ad una vera e propria legge particolare definibile "ad listam" che, più che nel rispetto della tanto strumentalizzata democrazia, avrebbe rappresentato un poco decoroso segnacolo alla giustificazione dell'anarchia e dell'incompetenza degli uomini di partito. Fortunatamente ci ha pensato Maroni a spegnere ogni velleità di "proroga", "ripescaggio" e provvedimenti affini riguardo la bagarre a suon di ritardi e panini andati di traverso. Probabilmente, il ministro degli Interni, è stato l'unico a ricordare (o a non far finta di dimenticare) che la prima regola della democrazia è rispettare le regole fondamentali; stabilite e garantite da chi governa proprio nel rispetto del cittadino. Cittadino che, tra l'altro, qualora presenti una domanda di partecipazione ad un concorso pubblico si ritrova (giustamente) ad essere escluso senza possibilità di scrivere a Giorgio Napolitano e/o organizzare comizi e manifestazioni pubbliche. Ed ogni riferimento a Renata Polverini non è assolutamente casuale.

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di Germano Milite
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