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"Proporrò misure per porre fine a questo scempio"

Maroni:"Oscureremo i siti pro-Tartaglia"


Maroni:'Oscureremo i siti pro-Tartaglia'
14/12/2009, 19:12

Sempre più collegati tra loro, la realtà ed il mondo virtuale di facebook fondono ancora una volta gli umori e i malumori degli italiani; palesando in maniera fin troppo chiara il clima di confusione ed odio generalizzato e la facilità con la quale è possibile canalizzare simili sentimenti. A poche ore dall'aggressione subita dal Premier Sivlio Berlusconi, sono infatti già centinaia i gruppi che inneggiano a Massimo Tartaglia e che "santificano" il suo gesto. Il gruppo intitolato semplicemente "Massimo Tartaglia" ha raggiunto quasi 80.000 iscritti in meno di un giorno.
Dopo le dichiarazioni di Ronchi, Mantovano e Gelmini che minacciavano interventi della polizia postale e denunce di massa, arriva anche il commento del ministro degli Interni Roberto Maroni, il quale, alla conclusione della riunione in Prefettura a Milano con i vertici provinciali delle forze dell'ordine, ha dichiarato che:"A poche ore dall'aggressione al presidente Berlusconi sul web sono comparsi oltre 300 gruppi inneggianti al gesto di Massimo Tartaglia. Nel Consiglio dei ministri di giovedì proporrò misure per porre fine a questo scempio".
"È una vera e propria istigazione a delinquere -
ha continuato il ministro - ed è un problema serio che qualcuno possa dare libero sfogo a queste espressioni delittuose senza che nessuno possa intervenire".
Durante la sua arringa Maroni parla di norme eccezionali "discusse già dal prossimo 17 dicembre" per punire in maniera rapida ed adeguata "l'apologia di reato e l'istigazione alla violenza attraverso Internet". Per quanto riguarda le modalità di monitoraggio ed eventuale "blocco" dei siti web "si vedrà" ma, ciò che ora preme al leghista è "fornire agli uomini di polizia e alle forze dell'ordine strumenti più efficaci per una maggiore sicurezza durante le manifestazioni, attraverso nuove norme e un maggiore controllo di espressioni così violente sul web, che possono essere fatte senza che nessuno possa intervenire, in quanto i gestori di siti commerciali Usa come Youtube e Facebook non sempre sono disponibili a oscurare questi messaggi".
Diversi utenti di internet fanno però notare al ministro qualcosa di molto importante e, cioè, che prima dell'aggressione al Presidente del Consiglio, i numerosissimi (e spesso foltissimi) gruppi razzisti contro rom, "terroni", albanesi ecc non destavano preoccupazione alcuna tra "i piani alti". Nonostante le innumerevoli segnalazioni giunte anche a quotidiani come "Il Mattino", nessun politico di rilievo si era difatti curato di scagliarsi contro i fondatori di aggregazioni razziste come "Stacchiamo la Campania dall'Italia" o "Vesuvio erutta per noi". Per non parlare poi de "Io i rom li accetto" (con un'ascia per logo a far intendere il gioco di parole). Insomma, il messaggio che pare passare dal governo è:"Contro tutti ma non contro il leader".
La solidarietà nei confronti del Premier, tra l'altro più volte espressa da ogni parte politica, è qualcosa di doveroso in un paese che vuol definirsi civile ma, allo stesso tempo, Maroni deve stare attento al ruolo di garantista internettiano assoluto al quale pare voler assolvere. Lo scandalo causato dall'odio che in molti provano per il nostro Primo Ministro, dovrebbe essere pari a quello scaturito dall'incontro di gruppi razzisti come "Stacchiamo la Campania dall'Italia", "Vesuvio erutta per noi" o, ancora, "Io i rom li accetto" (con una bella ascia come logo a far intendere il gioco di parole).
Di scempi a cui porre fine immediatamente ce ne sono tanti e, magari, continuando così e dovendo dimostrare un po' di coerenza, il ministro leghista potrà ritrovarsi costretto a prendere provvedimenti verso i suoi stessi colleghi di partito.

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di Germano Milite
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