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L'ex giornalista ammette le sue colpe

Marrazzo: "Ho sbagliato per paura e vergogna"


Marrazzo: 'Ho sbagliato per paura e vergogna'
25/10/2009, 21:10


ROMA. "Ho sbagliato. In questa storia ne esco a pezzi, maciullato, messo alla gogna per colpa di chi si e' infilato nella mia vita privata in una mattina di luglio. Un incubo, lo ricordo come un incubo". Così Piero Marrazzo ammette di aver sbagliato a non denunciare la vicenda che lo ha portato ieri alla autosospensione dalla carica di presidente della Regione Lazio. Si confessa con un giornalista di Repubblica. "Sono entrati in quella stanza, hanno detto di essere delle forze dell'ordine, hanno rovistato nel mio portafoglio, hanno preso dei soldi. Per evitare il peggio ho staccato tre assegni. Tutto si e' svolto in pochi minuti, nessuno di loro ha mostrato tesserini, ne' dei carabinieri ne' della polizia".
Marrazzo non ha denunciato per "paura e vergogna. Da quel luglio e' calato il silenzio. Io ho bloccato gli assegni ma nessuno ha provato ad incassarli. Ho detto: e' andata. Ma avevo ancora una paura fottuta. Temevo che una violenta incursione nella mia sfera privata potesse rovinare tutto. Cosi' ho taciuto fino al 21 ottobre quando sono stato convocato dal giudice. Ho taciuto ed ho sbagliato. Ho commesso un tremendo errore, dovevo denunciare tutto. Ma mi sono vergognato".
Marrazzo spiega poi di aver definito inizialmente "una bufala" il video, "perche' c'era stato un impegno tra uomini delle istituzioni a rispettare il segreto istruttorio. Io l'ho fatto, altri hanno violato il patto d'onore. Mi sono sospeso da presidente della Regione e dal Pd: lo dovevo dai miei elettori, ai cittadini del Lazio, per una forma di estrema coerenza. Il mio caso e' diverso da quello di Berlusconi: il senso delle dieci domande al presidente del Consiglio e' credo questa, o racconta la verità o si dimetta. Io ho raccontato la verita' ai giudici e poi mi sono dimesso". Nel corso dell'intervista l'ex governatore del Lazio afferma poi di "non aver ricevuto pressioni dopo quella mattina di luglio, non sono stato ricattato, niente nei miei comportamenti politici ha risentito di forme esterne di condizionamento.Lo posso giurare davanti a tutti, davanti ai miei figli, a mia moglie."

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di V.R.
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