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L'ex socialista respinge le accuse di opportunismo

Mastella e Di Donato: uniti da un'ideologia della sofferenza


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Mastella e Di Donato: uniti da un'ideologia della sofferenza
14/09/2009, 16:09

Un modo di affrontare i problemi caratterizzato da una spiccata solidarietà e umanità, quella che potrebbe essere definita una "ideologia della sofferenza": un potente collante che tiene insieme gli esponenti dell'alleanza politica del Campanile, rilanciata per ritrovare l'unità sul territorio campano. E' quanto ha affermato questa mattina il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, nel corso di una conferenza stampa all'hotel Mediterraneo di Napoli, indetta per illustrare il nuovo assetto organizzativo del partito. Accanto all'europarlamentare del PdL, era presente anche il nuovo segretario regionale dell'Udeur, l'ex socialista Giulio Di Donato, il quale, condividendo alcune linee guida espresse dal politico di Ceppaloni, ha sottolineato l'importanza del radicamento sul territorio della politica e, proprio come lui, si è detto contrario alla formazione di un ipotetico partito del Sud, benché sia necessario, ha puntualizzato, adottare una politica forte in quella "terza Regione d'Italia" troppo a lungo penalizzata, e nella quale anche la Chiesa è chiamata a ricoprire un ruolo di primo piano nel venire incontro ai bisogni dei cittadini. "Sono un dignitoso ex, che torna in campo preoccupato di non scivolare nella casella di un x qualsiasi" - ha dichiarato l'ex vice di Craxi, il quale respinge al mittente le accuse di opportunismo piovute dagli ex socialisti in seguito all'ingaggio nella squadra mastelliana: il vero socialismo, secondo l'ex numero due del Garofano, è deceduto insieme all'uomo che a suo avviso lo ha incarnato nella maniera più degna, Bettino Craxi, e da allora non restano che "briciole di potere" dopo "un terremoto che ha cancellato la dimensione culturale, politica e civile del Paese". "L'appoggio dei cittadini al programma politico del partito è legato alla qualità delle proposte", e quella di Mastella, che Di Donato definisce "un leone ferito che ha avuto la capacità di rimettersi in discussione e di essere un interlocutore politico", agli occhi del nuovo esponente dell'Udeur appare come la più convincente in vista dell'obiettivo delle regionali.

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di Francesca Pellino
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