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Il premier: l’Italia non ha bisogno di lezioni

Matteo Renzi non vuole “compiti” dalla Ue

Da ieri l’economia del Paese monitorata dall’Europa

Nella foto il premier Matteo Renzi
Nella foto il premier Matteo Renzi
07/03/2014, 09:31

BRUXELLES -  Matteo Renzi, al suo debutto in Europa, alza immediatamente la “voce” cercando subito di togliersi di dosso l'immagine di un "sorvegliato speciale" dei 28 Paesi dell'Unione. Da ieri l'economia italiana, infatti,  è entrata formalmente sotto lo stretto monitoraggio dell'Unione: la Commissione europea ha declassato l'Italia nel gruppo dei Paesi con "squilibri macroeconomici eccessivi" insieme a Slovenia e Croazia. Roma rischia perfino di essere sanzionata se non assumerà le opportune iniziative.

Renzi cogliendo l’occasione del vertice straordinario sull'Ucraina e incontrando il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha voluto precisare:

"Non abbiamo rassicurazioni da dare. Si dipinge l'Europa come il luogo in cui veniamo a prendere i compiti da fare a casa ma non è così", scandisce davanti alle telecamere.

"L'Italia sa perfettamente cosa deve fare. Lo sa da sola. Lo deve fare per il futuro dei propri figli e lo farà consapevole che oggi la priorità per il nostro Paese è lavoro e crescita e crescita e lavoro", ha aggiunto.

Poi via di corsa alla volta di Roma dove a Villa Taverna era atteso a cena dal segretario di Stato Usa John Kerry, nella capitale,  per la conferenza internazionale sulla Libia.

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di Rosario Scavetta
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