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"Bisogna convertire gli islamici ai valori cristiani"

Matteo Salvini: fondi pubblici per convertire i musulmani


Matteo Salvini: fondi pubblici per convertire i musulmani
01/09/2009, 17:09

Sempre più convinta della necessità di un ritorno all'anno mille, dopo aver proposto la rivalorizzazione di dialetti, inni regionali e secessioni nazionali, la Lega sferra un altro possente colpo al senso della realtà e, attraverso quell'illuminista incompreso di Matteo Salvini, propone addirittura la conversione degli "infedeli islamici" alla dottrina della nostra Chiesa.
Un'opera di conversione che andrebbe fatta, sempre a detta dell'esperto in cori da stadio razzisti, con i soldi pubblici al fine di garantire una corretta e totale "integrazione" dei musulmani presenti sul territorio italiano. Integrazione vuol dire quindi creare scuole dedicate agli exstracomunitari che non praticano la nostra "religione di Stato" e nelle quai si possa insegnare (imporre?) loro dapprima la lingua italiana e, successivamente, la religione che, gli amanti dei matrimoni tramite riti celtici (quindi pagani), paiono aver riscoperto tra le radici piuttosto confuse ed onnicomprensive dei loro gagliardissimi avi.
Del resto anche il druido Panoramix, dopo aver sposato con rito Celtico il cristianissimo Calderoli, ha dato il suo beneplacito per un ritorno dei leghisti alla religione Cristiano-cattolica. Scherzi e burle doverose a parte, non sono frutto di un allucinazione post overdose da cannabis le dichiarazioni dell'onorevole (?) Salvini:"Se lo stato spendesse soldi per la conversione degli islamici ai valori cristiani sarebbero soldi ben spesi. L'Italia però parte tardi... il mio timore è che oggi non servirebbero comunque a molto".
Da notare l'incredibile ed evidentissima contraddizione di base dello pseudpensiero Salviniano e la constatazione che, nel leggere le dichiarazioni dell'onorevole considerato la "giovane promessa" del partito del Carroccio, chi parla di Renzo Bossi come "una delle intelligenze più acute della lega", forse non ha tutti i torti

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di Germano Milite
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