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I dubbi e le stoccate in un lungo editoriale

Meeting di Cl, Famiglia Cristiana: "Applausi solo al potere"

E su Monti: "Parole in forte contrasto con la realtà"

Il Meeting di Rimini 2012
Il Meeting di Rimini 2012
21/08/2012, 15:44

ROMA - Colpo di scena: Famiglia Cristiana contro il Meeting di Comunione e Liberazione, che ogni anno si tiene a Rimini e ospita i grandi nomi dell'industria e della politica. Per questo "c'e' il sospetto che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto. Ma solo perche' chi rappresenta il potere è lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e Liberazione". Chiarissime le parole che si leggono nel lungo editoriale sul prossimo numero del settimanale, in edicola nei prossimi giorni. Una presa di distanza che fa rumore perché viene dallo stesso ambiente cattolico: "Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier. Tutti gli ospiti del Meeting", si legge nell'editoriale, "a ogni edizione, sono stati sempre accolti così: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto, si avviava sull'orlo del baratro. Su cui ancora continuiamo a danzare. Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione. Quell'omologazione da cui dovrebbe rifuggere ogni giovane. E che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale".
Poi, sempre in stile moderato, arriva la stoccata a Monti: le sue parole sono servite a dare fiducia a un Paese con il freno a mano tirato. "Un discorso di speranza - si legge - in forte contrasto con la realtà". 
L'editoriale, che apparirà sul prossimo numero di Famiglia Cristiana, si pone alcuni interrogativi anche sulle misure concrete del governo, in particolare riguardo le politiche giovanili: "Ma quali provvedimenti stanno creando lavoro e contrastando la disoccupazione giovanile?", si chiede il settimanale. E la risposta: "Il Paese e' stremato. Dieci milioni di famiglie tirano la cinghia. La disoccupazione è al 10,8 per cento. Solo un italiano su tre ha un posto regolare a tempo indeterminato (meno che in tutti i Paesi europei). Su una popolazione di 60,8 milioni di residenti, solo il 36,8 per cento (22,3 milioni di persone) lavora".
Ma a Rimini si applaude.  

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di Gaia Bozza
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