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L'opinione

Meglio una multa oggi che un sacchetto domani

La lega blocca la solidarietà sui rifiuti. Meglio pagare?

Meglio una multa oggi che un sacchetto domani
13/03/2012, 18:03


 

 

In realtà nella pratica non cambia nulla, la reintroduzione dell'obbligatorietà degli accordi tra regioni per portare i nostri rifiuti fuori dai confini territoriali non modifica lo stato attuale. Basta andare un po' indietro nel tempo e ripercorrere tutti i no del Nord e del Nord est confrontandoli con i recenti e timidi si ad accogliere per solidarietà la nostra spazzatura, arrivati in estate, solo da Genova, Emilia Romagna e Puglia con riserve. Tra l'altro i viaggi nazionali, salvo qualche occasione ai tempi di Antonio Bassolino, non hanno mai nemmeno inciso tanto sulle emergenze cicliche delle nostre terre che per il momento sembrano superate. Anche le navi olandesi alleviano di poco il peso che comunque resta concentrato in Campania. Tutti d'accordo, comune, regione e provincia che il ciclo debba essere stabilizzato attuando un piano condiviso. Altrimenti è chiaro che siamo pronti a ripiombare nel baratro a ogni stagione. Fatta questa dovuta premessa bisogna allora chiarire perché questo can can sull'emendamento del Carroccio nel decreto ambiente per reintrodurre l'obbligatorietà delle intese.

Una mossa che la dice lunga sulla politica della Lega e sul peso che evidentemente ha ancora in parlamento e ahinoi sulle decisioni governo Monti. Una battaglia che spiega anche quanto sia strumentale la strategia di Bossi visto che nei fatti nessuno avrebbe poi acconsentito a eliminare gli scarti solidi urbani di Napoli. E in ogni caso irrazionale visto che con ogni probabilità ci costerà cara.

A gennaio infatti in accordo con il ministro Corrado Clini prima che presentasse il piano a Bruxelles era chiaro l'intento delle istituzioni locali di consegnare all'Ue una programmazione credibile per non incorrere nella multa da 500mila euro quotidiane che incombe sul nostro paese. Anche per questo Monti aveva previsto per decreto di distribuire i rifiuti per tutti gli impianti italiani. Se questo sarebbe mai accaduto nei fatti non possiamo saperlo. Sappiamo però che i verdi della Padania preferiscono eventualmente sborsare milioni di euro, far aumentare il debito pubblico e affogare nella recessione, piuttosto che aprire all'ipotesi del deposito di qualche sacchetto napoletano nel settentrione. E in questo bisogna riconoscergli ironicamente una grande lungimiranza.

Meno scontato invece il fatto che in aula dei 61 parlamentari campani durante la votazione del dl ambientale ne fossero presenti solo 8. Anche questa deve essere stata una furbizia politica. E' inutile quindi che il sindaco Luigi De Magistris si appelli a Napolitano, quando ci facciamo del male da soli, padani da un lato campani dall'altro.

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di Francesca Pilla
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