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Vietti: "Parlare di errore è non conoscere il sistema"

Meredith: Csm e Anm contro Alfano e la sua battuta infelice

Il Pdl difende il suo segretario e attacca la Magistratura

Meredith: Csm e Anm contro Alfano e la sua battuta infelice
06/10/2011, 10:10

ROMA – Amanda Knox e Raffaele Sollecito, secondo la Corte d’Appello del Tribunale di Perugia, sono innocenti, ma la loro libertà dopo quattro anni dall’omicidio di Meredith Kercher infiamma il dibattito sulla giustizia italiana. A lanciare il sasso è stato Angelino Alfano, ex ministro della Giustizia, che sull’onda della sentenza di assoluzione di Amanda e Raffaele ha sostenuto che in Italia i giudici non pagano mai per le loro decisioni sbagliate. Che le parole dell’ex Guardasigilli fossero destinate a far discutere era prevedibile, ma che potessero trasformarsi in un nuovo scontro istituzionale no. Ed infatti così è stato.
È polemica, infatti, sulla battuta infelice del segretario del Pdl (“Per gli errori giudiziari in Italia nessuno paga” ndr). “Chi parla di errore giudiziario rispetto a una sentenza di appello che ha riformato la decisione di primo grado non conosce il funzionamento del nostro sistema, che non a caso prevede tre gradi di giudizio”, gli replica il vice presidente del Csm Michele Vietti. Torna sulla questione anche l’Associazione Nazionale Magistrati che aveva già accusato Alfano di denigrare l’intera categoria dei giudici. Il segretario Giuseppe Cascini parla di “cattiva propaganda” contro magistrati e giudica “stupefacente” la reazione dei politici, rispetto all’atteggiamento “dignitoso e rispettoso” tenuto dai familiari di Meredith. In serata, a sorpresa, delle parole di Alfano discute anche il plenum del Csm: il togato Nello Nappi accusa di “interferenza” l’ex Guardasigilli, mentre il laico Bartolomeo Romano (Pdl)lo difende e parla di “smarrimento” dell’opinione pubblica di fronte ai 4 anni di carcere scontati da due ragazzi riconosciuti innocenti.
Dal punto di vista politico il Pdl fa quadrato attorno al proprio segretario e lo difende, invitando le toghe a non dare lezioni e a sanzionare piuttosto gli sbagli della categoria. “Alfano si è limitato a registrare la realtà”, sostiene il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri,secondo il quale la magistratura si dovrebbe preoccupare di “sanzionare” gli errori, “piuttosto che impartire lezioncine”.

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di Antonio Formisano
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