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Da Frattini alla Marcegaglia: “Sorrisini inopportuni”

Merkel e Sarkozy deridono l’Italia: è un coro di polemiche

Scontro diplomatico? Il governo tedesco minimizza: equivoco

Merkel e Sarkozy deridono l’Italia: è un coro di polemiche
24/10/2011, 19:10

ROMA – Il fatto che Merkel e Sarkozy abbiano schernito, con sorrisini d’intesa, il premier Silvio Berlusconi, e di riflesso l’intero Paese, è quasi diventato un caso diplomatico. Le parole più dure al riguardo arrivano dal ministro degli Esteri Franco Frattini: “Non si può tentare di mettere in ridicolo l’Italia per una questione del genere”. Il titolare della Farnesina non nasconde il suo fastidio per l’ironia espressa dal presidente francese e dalla cancelliera tedesca nei confronti dell’Italia e interpreta l’episodio avvenuto come un affondo in un momento di grande tensione per la crisi economica.
Fonti governative tedesche, nel frattempo, provano a minimizzare l’accaduto: “Le allusioni italiane sul sorriso scambiato in conferenza stampa tra Merkel e Sarkozy sono basate su un equivoco”. Dal governo tedesco hanno fatto sapere all’Ansa che tra i due capi di Stato c’è stato semplicemente un momento di imbarazzo su chi dovesse rispondere alla domanda sull’affidabilità del governo italiano: “Il video della conferenza stampa - spiegano le stesse fonti - mostra chiaramente che Merkel e Sarkozy, di fronte alla domanda, si sono scambiati un sorriso sull’incertezza generata da chi dovesse rispondere prima alla domanda stessa”.
Parole che però non bastano a spegnere il fuoco delle polemiche. “Nessuno è autorizzato a ridicolizzare l’Italia, neanche di fronte agli evidenti e imbarazzanti ritardi con cui il governo Berlusconi affronta la crisi”, afferma il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, mentre la Marcegaglia ritiene “non accettabile che Merkel e Sarkozy facciano risolini sull’Italia, che è un grande Paese”. La leader di Confindustria ha reagito al siparietto ironico di Bruxelles con un’esortazione: “Ridere un pò meno e fare un pò meno i primi della classe e prendere invece decisioni serie, scelte lungimiranti, senza pensare ai propri problemi elettorali”.

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di Antonio Formisano
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