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Adesso tutti a Manduria e cinque nuove tendopoli

Migranti: accordo Governo-Regioni. È un’imposizione leghista

Escluso l’Abruzzo, alle prese con i postumi del terremoto

Migranti: accordo Governo-Regioni. È un’imposizione leghista
31/03/2011, 09:03

ROMA – Un accordo sull’emergenza migranti è stato raggiunto. Una riunione fiume tra Governo e Regioni ha visto, nella tarda serata di ieri, l’ufficializzazione di un progetto che dovrebbe riuscire a liberare l’isola di Lampedusa dalle migliaia di immigrati. E garantire al nostro Paese il non ritrovarsi mai più a dover fronteggiare emergenze come quella che in questi giorni ha colpito Lampedusa. Il piano prevede il raddoppio della tendopoli di Manduria (da 1.500 a 3.000 posti) e l’accelerazione della realizzazione di quelle di Trapani (800 posti), Caltanissetta (500 posti), Potenza (500 posti), Pisa (500 posti). Le ultime tre dovrebbero essere pronte entro oggi. L’unica regione esclusa è l’Abruzzo, ancora alle prese con i postumi del terremoto del 2009.
Nel corso della conferenza unificata tra Stato e Regioni, il braccio di ferro ha riguardato soprattutto la tanto discussa equa distribuzione dei migranti sull’intero territorio nazionale: un punto, alla fine, non del tutto rispettato. Le tendopoli proposte, e i nuovi Cie (Centri di identificazione ed espulsione), infatti, ad eccezione di quello di Pisa, sono tutte collocate al sud: alla fine è prevalsa la soluzione immediata sulla quale, per scontati motivi, aveva premuto la Lega. Tenere fuori il nord dalla distribuzione di migranti. Il piano straordinario a cui lavora il governo prevede che la pressione migratoria possa riguardare 50 mila persone tra profughi e immigrati clandestini. Dei primi si occuperanno le Regioni e gli Enti Locali, mentre sui secondi le competenze spettano al ministero degli Interni che si impegna a rimpatriarli.
L’accordo, però, non convince del tutto l’Anci (l’Associazione dei Comuni), che teme da parte di palazzo Chigi “le solite chiacchiere”, e soprattutto miete le prime vittime interne alla stessa maggioranza: si sono dimessi dai loro incarichi, infatti, Alfredo Mantovano, sottosegretario agli Interni, e Paolo Tommasino, sindaco Pdl di Manduria, la cittadina pugliese che accoglierà il maggior numero di extracomunitari (agli attuali 1.300 se ne aggiungeranno almeno altri 1.400). Manduria, infatti, temono gli amministratori locali, potrebbe diventare la seconda Lampedusa. Proprio nei giorni scorsi il sottosegretario Mantovano aveva rassicurato il consiglio comunale di Manduria sul fatto che la locale tendopoli non avrebbe ospitato più di 1.500 migranti. Sulla polemica interviene anche Nichi Vendola, governatore della Puglia: “Il sottosegretario Mantovano si è accorto di essere stato ingannato. Lodo la sua onestà intellettuale. Le sue dimissioni dimostrano che le mie critiche espresse su Manduria non erano pretestuose. Stiamo subendo l’imposizione leghista, un modello ipotecato dal pregiudizio ideologico della Lega”. E qualora il timore che Manduria possa trasformarsi in una seconda Lampedusa dovesse concretizzarsi, cosa succederà? Ci penserà il presidente del Consiglio con un altro suo deviante show di piazza e decidendo di comperare casa anche nella provincia tarantina?

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di Antonio Formisano
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