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Idv: ora la Lega è diventata la vera “Roma ladrona”

Milanese salvo per pochi voti. Chi i 7 "franchi tiratori"?

312 no e 306 si. Ma in aula solo 299 dell’opposizione

Milanese salvo per pochi voti. Chi i 7 'franchi tiratori'?
22/09/2011, 16:09

ROMA – A salvare Marco Milanese è stata una manciata di voti. L’aula di Montecitorio, infatti, ha detto “no” all’arresto dell’ex collaboratore del ministro Tremonti con soli tre voti in più rispetto a quelli che servivano. I contrari all’arresto sono stati 312, quando la maggioranza richiesta era di 309, mentre i favorevoli alle manette per Milanese sono stati 305, anche se in realtà sono 306, perché il voto del vicesegretario del Pd, Enrico Letta, non è stato registrato per un errore tecnico. A fare la differenza tra Marco Milanese (salvato) e Alfonso Papa (mandato in carcere) sono stati 19 deputati: quelli che il 20 luglio scorso hanno votato per mandare in carcere Alfonso Papa e che oggi, invece, si sono schierati per salvare Marco Milanese. Nonostante la maggioranza possa tirare un sospiro di sollievo, ci sono dei conti che però non tornano. Sarebbero 7, infatti, secondo i tabulati delle votazioni i “franchi tiratori”, coloro che hanno votato con le opposizioni a favore dell’arresto. Tale dato emerge analizzando le presenze in aula: l’opposizione schierava 299 deputati, mentre i “sì” all’arresto sono stati 306. Ora se la matematica non è un’opinione, vuol dire che tra i banchi della maggioranza sono stati in 7 a schierarsi con l’opposizione.
Ma è l’ipotesi dei 7 dissidenti che non piace alla stessa maggioranza, che per il momento intende intascare solo la vittoria. Il leader della Lega, Umberto Bossi, da parte sua commenta il verdetto: “Questo voto è andato. L’avevo detto che la Lega non avrebbe fatto cadere il governo. Siamo alleati leali”, ha concluso, dichiarando che di sicuro i 7 dissidenti non sono tra le fila della Lega. Dura, invece, la reazione dell’opposizione, che vede in questo voto una mancanza di credibilità della Camera e del Parlamento italiano. Enrico Letta attacca: “La Lega alla fine ha preferito la sopravvivenza, ma non è con la sopravvivenza che si risolvono il problema e la situazione del Paese oggi”. Dello stesso parere anche l’Italia dei Valori, per la quale “è ormai evidente a tutti che il vincolo che unisce la Lega a Berlusconi non è un vincolo di lealtà ma un vincolo di complicità”: lo afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. “Questo sodalizio basato sulle poltrone, sul potere, sull’autoconservazione di una classe dirigente leghista sempre più autoreferenziale è un vero e proprio ceffone ai milioni di elettori che hanno creduto nel rigore morale della Lega. Oggi possiamo dire con serenità che non solo la Lega non combatte più ‘Roma ladrona’, ma che la Lega stessa è ‘Roma ladrona’ nella sua accezione più bassa e immorale”. Dura anche la reazione di Fli: “E' palese che Marco Milanese sia stato salvato dalla Lega che ora deve spiegare ai propri elettori in che modo intende difendere la legalità e combattere i privilegi della casta romana. Se Milanese fosse stato un cittadino comune, adesso sarebbe in galera e, certamente, i fatti a lui contestati non sono stati compiuti nell’ambito della sua attività parlamentare”.

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di Antonio Formisano
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