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Pisapia: “Si vuole infangare la mia immagine”

Milano, falsi rom e finti drogati: si apre un’inchiesta

La Procura indagherà sulla diffusione di notizie false

Milano, falsi rom e finti drogati: si apre un’inchiesta
26/05/2011, 09:05

MILANO – Sarebbero falsi rom e si aggirerebbero in diversi quartieri della città di Milano, in veste di operai, fingendo di prendere misure per la costruzione della nuova moschea. Oltre ai finti rom, tra gli ingaggiati ci sarebbero anche falsi drogati, scelti appositamente (e forse retribuiti) per infastidire i passeggeri in metropolitana con slogan pro Pisapia. Unico obiettivo sarebbe quello di screditare l’immagine di Pisapia in vista dell’imminente ballottaggio, colpendolo proprio sui quei punti del suo programma che pare abbiano creato malcontento e sui quali tanto il partito del Carroccio quanto il Pdl hanno deciso di intraprendere battaglia. In altre parole, sulla “Milano zingaropoli” e la “Milano islamica” decantata dal premier e dalla sua squadra.
La notizia aveva creato diverse polemiche già nei giorni scorsi, tra incredulità e indignazione. Adesso, però, sembra essere arrivata una quasi conferma: ad occuparsene ora sarà la magistratura. La Procura, infatti, ha deciso di aprire un’inchiesta sulla campagna di diffamazione denunciata dal candidato a sindaco del centrosinistra per la città di Milano, Giuliano Pisapia. I reati ipotizzati vanno dalla sostituzione di persona, all’abuso di credulità popolare e riguardano anche la diffusione di notizie false, volte a turbare l’ordine pubblico.
Proprio Giuliano Pisapia dal canto suo è convinto che dietro i falsi rom e i finti drogati “ci sia una regia, una strategia che vuole infangare la sua immagine, la coalizione di appartenenza e il programma per il futuro di Milano”. Letizia Moratti, invece, caduta negli ultimi giorni nel tranello dell’inesistente “Moschea di Sucate”, liquida l’intera vicenda con una battuta, dichiarando di essere pronta ad autodenunciarsi: “Se la campagna di denigrazione è quella che intende parlare di programmi e delle loro differenze - ha commentato il sindaco uscente -, allora mi autodenuncio”. Con la notizia che la Procura di Milano aprirà un’inchiesta si ha l’ufficializzazione di questo scandalo milanese: nuova prova di come la campagna del ballottaggio abbia ben superato i toni della legittimità politica e civile.

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di Antonio Formisano
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