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Milleproroghe, domani conferenza ad Ischia


Milleproroghe, domani conferenza ad Ischia
25/02/2011, 11:02

"945 tra deputati e senatori, che percepiscono uno stipendio mensile d’oro - netto di circa €15.000,00 e lordo €20.000,00 –, che paghiamo tutti noi col sudore del nostro lavoro, che dispongono di un’infinità di privilegi e che godono di un’assistenza sanitaria speciale e di un sistema pensionistico di favore, si permettono di continuare a giocare sulla disperata esistenza di decine di migliaia di famiglie lavoratrici, a cui continuano a negare il diritto costituzionale alla casa. Ora dal decreto-legge, cosiddetto delle mille proroghe, il governo e il parlamento hanno persino eliminato l’emendamento che disponeva la sospensione sino al 31 dicembre 2011 dell’abbattimento delle prime case di abitazione, un provvedimento che neanche risolveva alla base il problema e che non sanciva con chiarezza il blocco totale e certo delle demolizioni di tutte le prime case di abitazione. Chiaramente la colpa non è del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - come opportunisticamente e per fini elettorali hanno dichiarato i fautori e i sostenitori dell’emendamento cancellato -, che nel decreto così confezionato ha rilevato elementi di incostituzionalità, peraltro riconosciuti dallo stesso presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ma del governo e della sua maggioranza parlamentare che hanno una concezione dittatoriale e di decisionismo padronale nell’esercizio del governo della collettività. La Costituzione sancisce che un decreto-legge ha natura esclusivamente di urgenza e di eccezionalità, cioè non può diventare un raccoglitore di norme e di obiettivi diametralmente opposti tra loro, pena la difficile, se non impossibile, comprensione e applicazione da parte dei cittadini. La responsabilità è tutta del governo, che non ha voluto seguire il percorso legislativo più immediato e lineare, cioè del decreto-legge, proposto da tempo dal P.C.I.M-L., per mettere rapidamente fine al dramma degli abbattimenti dell’abusivismo di necessità attraverso la modifica della legge del terzo condono edilizio, per farlo valere anche nelle aree sottoposte a vincolo paesistico, così com’è per il primo e secondo, e l’approvazione di una nuova norma che consentisse di regolarizzare gli abusi di necessità commessi sino ai giorni nostri. Adesso riprenderanno i vergognosi, disumani e tragici abbattimenti da parte dello Stato nei confronti di tante povere famiglie lavoratrici, è una sciagura che non possiamo tollerare ulteriormente e che dobbiamo fermare mediante l’organizzazione di una vasta mobilitazione e sollevazione popolare contro le responsabilità politiche del governo e del parlamento, del centrodestra e del centrosinistra e dei loro partiti. Solo con una dura lotta di classe possiamo sperare di fermare questa sciagura sociale. Purtroppo negli ultimi tempi sulla disgrazia degli abbattimenti sono comparsi dei personaggi imbottiti di cultura borghese e di sistema sociale capitalistico - cioè di quella cultura politica ed elettorale e di quel potere che sono i diretti responsabili delle atrocità che stiamo vivendo - che con la pratica perdente delle lettere supplichevoli, della sudditanza e della genuflessione al potere e ai potenti di turno e con iniziative che non impressionano politicamente ed elettoralmente per niente i detentori del potere cercano di accreditarsi meriti che non hanno mai avuto in questa battaglia e che non hanno neppure ora, ma che rassicurando politicamente gli artefici locali, regionali e nazionali della catastrofe in atto allontanano una valida soluzione legislativa del problema e danneggiano gravemente le famiglie iscritte negli elenchi delle prossime demolizioni, anche perché distolgono i cittadini dalla giusta organizzazione e lotta. Per poter vincere la difficile battaglia in atto è necessario che tali personaggi vengano isolati e resi ininfluenti sulle scelte della lotta da condurre. Noi chiediamo ancora una volta al governo di approvare con estrema urgenza un decreto-legge che consenta di regolarizzare tutte le prime case di abitazione costruite per sé e per i propri familiari sino ad oggi e facciamo appello alla maggioranza e all’opposizione parlamentare affinché lo ratifichino nei tempi previsti dalla Costituzione. Questo è l’obiettivo della nostra battaglia a partire dai prossimi giorni. Intanto invitiamo tutti gli isolani che condividono questa nostra impresa di umanità e di civiltà a partecipare alla Conferenza-Dibattito su tali questioni indetta dal “Movimento di lotta unificato per il diritto alla casa e ai servizi sociale” per domani alle ore 18,00 nella Sala Conferenze del Grand Hotel Terme di Augusto a Lacco Ameno: uniti nella lotta e fermamente decisi possiamo vincere e salvare la nostra casa!". Così Gennaro Savio, coordinatore del Movimento di lotta per il diritto alla casa.

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di Redazione
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