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Il ministro dell’Economia ha incontrato il Capo dello Stato

Milleproroghe, dopo la bocciatura si apre a modifiche

Sono diversi i punti che vanno modificati. Il Pd insorge

Milleproroghe, dopo la bocciatura si apre a modifiche
23/02/2011, 13:02

ROMA – Il no del presidente della Repubblica sul decreto Milleproroghe ha praticamente scombussolato i piani del governo Berlusconi. E da un momento all’altro, quasi in maniera inaspettata, l’esecutivo si è ritrovato a fare i conti con ciò che non aveva messo in calendario e decidere dunque sul da farsi. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti è stato ricevuto questa mattina al Quirinale, dopodichè è stata immediata una riunione con i capigruppo di Pdl e Lega di Camera e Senato: un mini vertice organizzato d’urgenza per fare il punto sulla situazione e scongiurare l’ulteriore ipotesi che il Capo dello Stato possa intervenire ancora una volta, bacchettando l’operato del governo. Perché fondamentalmente di questo si è trattato: una vera e propria sonora bocciatura di Napolitano su ciò che in materia di Milleproroghe il governo di centrodestra intendeva fare. Intanto un Consiglio dei ministri straordinario in materia è stato convocato per le ore 15. Ma quale è il risultato emerso dall’incontro con il presidente della Repubblica? Il ministro dell’Economia lo ha spiegato riferendo nell’Aula di Montecitorio. C’è “disponibilità del governo a modifiche del testo cosiddetto Milleproroghe a titolo indicativo” su diversi punti. Ma quali sono questi punti controversi? Si tratta delle norme sui precari nella scuola, relativamente alle assunzioni per provincia; sul personale della Consob; sul salvamento acquatico; sugli immobili acquisiti per esproprio per quanto riguarda Roma; sul numero degli assessori e consiglieri di Roma, per cui tornano in vigore le disposizioni del decreto di luglio; sugli incroci tv e giornali; sulla proroga della presidenza dell’Autorità garante dei contratti pubblici e servizi; sulla modifica della normativa delle demolizioni a Napoli; sulla proroga dei contratti nella zona dell’Etna. Tremonti in questo modo ha spiegato come, in seguito alle consultazioni di questi giorni, siano possibili discussioni, aperture e modifiche su questi punti. Immediata la reazione politica. Se nel Pdl si registrano malumori nei confronti di atti innanzitutto dovuti e poi anche inaspettati, l’opposizione insorge e giudica “ampiamente insufficienti” le proposte di modifica del Milleproroghe annunciate in Aula alla Camera. Per il Pd, infatti, “la valutazione sulle proposte di Tremonti è stata molto negativa”. Il Partito democratico chiede dunque che “si torni al testo originario del decreto”.

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di Antonio Formisano
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