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Milleproroghe: l’aula di Montecitorio dice “sì” alla fiducia

A favore 469 voti. Contrari l’Idv e la Lega Nord

Milleproroghe: l’aula di Montecitorio dice “sì” alla fiducia
26/01/2012, 18:01

ROMA - Nessuna sorpresa alla Camera dei Deputati, dove si votava l'approvazione del cosiddetto "decreto Milleproroghe", su cui il governo aveva posto la fiducia. Con il sì di Pdl, Pd e Terzo Polo, e l'opposizione dell'Italia dei Valori e della Lega, il risultato finale era scontato. Adesso dovranno essere esaminati gli ordini del giorno. Mentre il voto finale è stato rinviato a martedì, dato che i parlamentari solitamente il giovedì sera se ne tornano a casa loro e tornano solo il martedì mattina in Aula.
Tuttavia è ancora in calo il numero di coloro che hanno votato la fiducia: solo 469, rispetto a 74 contrari e 5 astensioni. Può sembrare tanto, ma il 18 novembre scorso il governo Monti ottenne la fiducia con 556 voti favorevoli e 61 contrari. E il 16 dicembre, quando è stato approvato - ancora una volta con la fiducia - il decreto "SalvaItalia", i voti a favore erano 495, mentre i contrari erano 88. Insomma, sono sempre più i deputati della maggioranza assenti a queste votazioni. Stanchezza o voglia di prendere le distanze da un governo sempre meno amato?

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 18:35
Il testo licenziato a Montecitorio riporta alcune modifiche rispetto a quello iniziale del governo: non è da escludere inoltre l’ipotesi che ulteriori cambiamenti saranno apportati nella successiva lettura al Senato. Per ore, tra le principali modifiche vi sono quelle riguardanti le norme sulle pensioni per i lavoratori “precoci” (quelli cioè che hanno iniziato a lavorare prima dei 20 anni) e lavoratori “esodati” (i lavoratori che hanno accettato incentivi economici dall’azienda per le dimissioni, si sono licenziati con la prospettiva di maturare il diritto alla pensione in tempi brevi, ma dopo la manovra “salva-italia”, non avranno più uno stipendio né una pensione). Va premesso che per la copertura delle modifiche sulle pensioni ci sarà un innalzamento del prezzo delle sigarette.

PENSIONI: i lavoratori “esodati” potranno andare in pensione con il vecchio sistema pensionistico, se la data di cessazione del rapporto di lavoro è antecedente il 31 dicembre 2011. Sono compresi coloro che lo hanno fatto con un accordo sia individuale sia collettivo. I lavoratori “precoci”, sino al 2017, potranno andare in pensione con 42 anni di contributi, anche se non avranno compiuto 62 anni e senza le penalizzazioni previste dalla riforma. Nell’anzianità contributiva saranno conteggiati gli anni effettivamente lavorati compresi i periodi maternità, leva militare, infortunio, malattia e cassa integrazione ordinaria. Anche il capitolo sulle pensioni potrebbe però subire ulteriori modifiche al Senato.

STOP CONDONO AFFISSIONI MANIFESTI POLITICI – RIMBORSI ELETTORALI: soppresso l’emendamento inizialmente approvato, che prevedeva un condono per l’affissione abusiva dei manifesti politici. Consentiti i rimborsi per le elezioni regionali in Molise dello scorso ottobre, anche se le spese sono state notificate fuori dai termini previsti. Principale beneficiario della norma, che implica 300 mila euro di spesa, sarebbe il partito di Gianfranco Micicchè, “Grande Sud”.

SCUOLA/ENTI LOCALI: rinviati al 2013 i tagli alla spesa per il personale della scuola degli enti locali. La norma vigente prevede un taglio del 50 per cento rispetto alle risorse stanziate nel 2009. Questo tema, come altri, è rimandato alla seconda lettura.

UNIONE DEI COMUNI: proroga di nove mesi per i Comuni sotto i mille abitanti per quanto riguarda il loro accorpamento e la costituzione delle Unioni dei Comuni.

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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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