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Il senatur non indietreggia: “Resteranno a Monza”

Ministeri “fantasma” al Nord. Bossi sfida il Colle


Ministeri “fantasma” al Nord. Bossi sfida il Colle
28/07/2011, 13:07

Sulla dibattuta questione riguardante il decentramento dei ministeri, anche se i big del Carroccio continuano a rimanere in silenzio, l’irritazione per lo “schiaffo” di Napolitano sembra essere palese. E lo è al punto tale che proprio l’affare dei ministeri al Nord rischia di diventare la nuova minaccia per i rapporti, già di per sé poco idilliaci, tra Pdl e Lega, e quindi interni alla maggioranza. Se da un lato la Lega non molla e tiene il punto, dall’altro il premier poco gradisce l’apertura di un nuovo fronte di disaccordo con il Capo dello Stato. Proprio per questo in Consiglio dei ministri, al quale parteciperà anche il senatur, al presidente del Consiglio spetterà il difficile compito di esortare i ministri interessati ad una riflessione su questo tema. Impresa ardua e difficile dal momento che si parte da una certezza: i leghisti, compatti e battaglieri su questo punto, non intendono fare passi indietro.
Intanto sui ministeri al Nord è polemica. I quattro uffici ministeriali, Tesoro, Semplificazione, Turismo e Riforme, ufficialmente entreranno in funzione il primo settembre. E questo vuol dire che fino a tale data saranno solo “uffici fantasma”. Dall’inaugurazione di sabato scorso, a quanto risulta a tutti i frequentatori della villa e agli addetti ai lavori, nessuno si è più fatto vedere. Mentre a Monza, città retta da una giunta Pdl-Lega, aumentano gli interrogativi e le perplessità. Dubbi sulla Villa Reale. I primi ad essere contrariati sono gli stessi monzesi: la Villa Reale è di tutti e qui siamo davanti ad un’occupazione da parte di privati e non si sa neppure attraverso quali procedure, abbiamo chiesto più volte la documentazione al comune ma inutilmente. Per i monzesi la Villa è il simbolo della città e questo “è un vero e proprio vilipendio”. Difficile, insomma, trovare a Monza stessa entusiasti convinti. Ed esemplari al riguardo sono state le parole del sindaco della città ai giornalisti che gli hanno chiesto se gli uffici inaugurati sabato fossero già chiusi: “Credo di sì. Ma non dipende da me…”.

LE PAROLE DI NAPOLITANO NON SFIORANO BOSSI
Non c’è limite alla Lega. Anche quando questa decide di fare orecchie da mercante al richiamo del Capo dello Stato. Umberto Bossi risponde secco alle preoccupazioni del Quirinale e in materia di trasferimento di quattro sedi ministeriali al Nord dichiara: “Napolitano non si preoccupi, le sedi restano lì”. Una risposta che in automatico va a spazzare via tutte le mediazioni che Berlusconi aveva avviato per trovare una soluzione ai dissapori con l’inquilino del Colle.
Per il presidente della repubblica l’evoluzione con cui il governo ha avviato il decentramento di alcuni uffici ministeriali “confliggerebbe con l’articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonchè con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative”. È questo uno dei passaggi principali della lettera di Giorgio Napolitano, inviata al premier Silvio Berlusconi, sul tema del decentramento delle sedi dei ministrei sul territorio, pubblicata dal sito internet del Quirinale.

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di Antonio Formisano
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