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Il gruppo resterà nel governo ma come forza autonoma

Ministri Fli:"Rimettiamo il mandato a Fini"


Ministri Fli:'Rimettiamo il mandato a Fini'
07/11/2010, 12:11

BASTIA UMBRA - "Insieme agli amici Antonio Bonfiglio e Roberto Menia con cui abbiamo condiviso impegno nel governo che voi ci avete concesso e nelle vostre mani e in quelle di Gianfranco Fini, rimettiamo il nostro incarico di governo. A noi non interessano le poltrone ma la missione per il cambiamento dell'Italia". Così, il il viceministro Adolfo Urso, ha pubblicamente annunciato la volontà (sua e degli altri tre sottosegretari) di rimettere il proprio mandato nelle mani del Presidente della Camera.
Dal canto suo, dopo aver ricordato che "gli uomini passano ma le idee restano", all'attesissimo incontro di Bastia Umbra, Fini ha fin da subito lanciato la prima frecciata agli ex alleati:"Altro che rancore personale - ha infatti puntualizzato -. La nostra sfida nasce da una coraggiosa assunzione di responsabilità". Nel non breve discorso, come ha riscontrato anche il Corriere, Silvio Berlusconi non viene mai nominato chiaramente ma, ad un tratto, dal presidente della Camera arriva un riferimento provocatorio ed inequivocabile quando si precisa che, mai e poi mai, ai membri ed agli elettori di Fli, sarà richiesto "di cantare per fortuna che Fini c'è".
Gli applausi si sprecano, la verve dialettica sale e raggiunge ben presto la vetta autoreferenziale:"C’era chi con una certa presunzione ci aveva frettolosamente liquidato come quattro gatti, come se la nostra avventura non avesse senso politico - ha ricordato Fini -. Da Mirabello a oggi ci ritroviamo in questa splendida cornice con una manifestazione che ha pochi precedenti e siamo non solo politicamente determinanti per le sorti del governo, ma determinanti per la sorte della nostra Patria".
Poi la promessa solenne:"Fli non sarà certo An in piccolo, ma non sarà nemmeno una sorta di zattera della medusa pronta a accogliere naufraghi di ogni stagione. Porte aperte a tutti esclusi affaristi e carrieristi".

"PDL CULTURALMENTE A RIMORCHIO DELLA LEGA"
La terza carica dello Stato non risparmia ulteriori attacchi alla politica del Pdl ed anzi, dal palco, incalza:"Non c'è in nessuna parte dell'Europa, e lo dico a ragion veduta un movimento politico come il Pdl che sui diritti civili è così arretrato e culturalmente a rimorchio, anche qui, della peggior cultura leghista". 
Nel nostro manifesto dei valori - ha concluso l'ex leader di An - c'è il rispetto per la persona umana con la tutela dei diritti civili di ogni persona umana: senza alcuna distinzione e senza alcuna discriminazione. Rispettare la persona non vuol dire distinguere tra bianchi e neri, tra cristiani, musulmani ed ebrei, tra eterosessuali ed omosessuali, tra cittadini italiani e stranieri. La persona è al centro di qualsiasi cultura politica che voglia creare i presupposti per l'armonia. E la legalità è la condizione essenziale per la libertà"

FINI:"PRONTO A DIVENTARE PREMIER NEL 2013"
Ancora una volta, lo strappo definitivo e totale con la maggioranza atteso oramai da tempo, non c'è: Fli, come ha confermato lo stesso Gianfranco Fini al quotidiano tedesco Welt am Sonntag, cotinua infatti "a restare nella coalizione di governo, ma come forza autonoma, come Futuro e Libertà per l'Italia"; visto che "Il governo Berlusconi è stato eletto e Berlusconi non ha solo la possibilità, ma anche il dovere di governare fino all'appuntamento elettorale del 2013. Solo allora si porrà la questione di nuove alleanze".
Subito dopo, dal presidente della Camera, arriva una dichiarazio precisa riguardo la possibilità di diventare presidente del Consiglio dopo le elezioni del 2013:"Se gli italiani lo vorranno: sì"; ha infatti risposto l'ex leader di An interrogato a tal proposito dal cronista tedesco. Le bordate più o meno decise verso il premier ed il Pdl, però, non sono mancate. Fini ha infatti precisato che, il nuovo partito che per ora resta un'entita ancora piuttosto astrusa, sarà "un partito al quale possano partecipare anche i normali cittadini. Mentre Berlusconi cerca un contatto diretto con i cittadini, senza istanze intermedie. Questo non lo vogliamo perchè lo ritengo pericoloso". Poi, a ruota, la secca precisazione a conferma delle parole già spese sulla delicata questione da Italo Bocchino:"Io non ho affatto fondato un nuovo partito, piuttosto, sono stato cacciato dal Pdl". E comunque, ha continuato la terza carica dello Stato per giustificare ogni accusa di atteggiamento eversivo immotivato, all'interno del Pdl "sono mancati il rispetto, l'affidabilità e la considerazione di quello che era stato concordato".
Fini ha poi voluto spendere qualche considerazione sull'ideologia della quale, anche se in maniera a volte contraddittoria, ha voluto farsi alfiere "Il concetto di Centro-destra è senz'altro problematico in quanto nella nostra era post-ideologica non ha più molto senso parlare di destra e sinistra: sono concetti vecchi, esauriti, con i quali non è più possibile descrivere la realtà attuale". Di sicuro, ha proseguito, ci sono però concetti come multiculturalismo ed immigrazione che "non sono cnè di centro, nè di sinistra, nè di destra". Questo anche perchè, ha osservato, "lo schema destra uguale xenofobia, sinistra uguale disponibilità all'inclusione, non vale più già da tempo".
Essendo intervistato da un quotidiano tedesco, come intuibile, Fini ha poi rilasciato delle dichiarazioni specifiche in riferimento ad Angela Merkel e, in particolare, al pensiero molto discusso della cancelliera secondo la quale, nel 2010, l'esperimento multiculturalista in Germania è fallito. In tal senso, per il presidente della Camera, Merkle "parla di fallimento del multiculturalismo" intendendo "dire che se multiculturalismo vuol dire anarchia, per cui ciascuno parla solo la propria lingua, le culture sono giustapposte senza alcuno scambio e le regole non vengono rispettate, allora non funziona".
Il discorso, quindi, "non ha niente a che vedere con destra o sinistra. La Merkel parla solo di un problema di oggi. E su questo punto anche Fli vuole superare alcune posizioni che sono il retaggio della fase dell'ideologia".
Tra temi generali, proposte ed intenti futuri ed il solito tira e molla con il Pdl, l'ex numero uno di An non ha però affrontato nessuno dei temi caldi ed urgenti che affligono il nostro paese; mantenendosi in un lacunoso e salvifico vago retorico che dovrebbe essere superato e non più tollerabile proprio quanto le tanto criticate "vecchie ideologie".

L'INCOERENZA DI FINI
Solo ieri Gianfranco Fini si diceva disponibile a supportare il governo fino al 2013 poichè Berlusconi ha il diritto-dovere di governare. Oggi, durante il discorso a Perugia, il leader di Fli, ha invece dichiarato totalmente cambiato idea:"Berlusconi deve prendere la decisione di rassegnare le dimissioni, salire al Colle, dichiarare che la crisi è aperta di fatto e arrivare a una fase in cui si ridiscuta l'agenda, il programma, si verifichi la natura della coalizione e la composizione del governo". Non c'è che dire: evidentemente il presidente della Camera confida in una platea piuttosto smemorata o, al contempo, così disperata e desiderosa di liberarsi del Premier da essere disposta a subire la perebbe pretattica di un politico che mai, nella sua lunga carriera, ha osato.

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di Germano Milite
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