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Ministro Galan al convegno "Acqua, agricoltura e ambiente"


Ministro Galan al convegno 'Acqua, agricoltura e ambiente'
22/02/2011, 13:02

"La parola acqua viene sempre più spesso associata alla parola crisi. Esiste ormai un’ampia pubblicistica che parla dell’acqua come del nuovo petrolio, profetizzando un futuro di scarsità. In effetti, la finitezza delle risorse idriche e i crescenti consumi rappresentano un banco di prova cruciale con cui dobbiamo confrontarci, anche se personalmente non condivido i toni apocalittici di alcune analisi. Sono portato a credere che abbiano un difetto, lo stesso di tante analisi che in passato hanno annunciato la fine imminente di altre risorse naturali, salvo poi essere smentite dai fatti. Il loro limite è che non tengono in adeguata considerazione lo strumento più potente di cui disponiamo: l’ingegno umano. Non soltanto è possibile e necessario ridurre gli sprechi, legati alla presenza di impianti obsoleti che determinano elevate perdite dalla rete idrica. E’ possibile e necessario trovare modi più intelligenti ed efficienti di utilizzo delle risorse naturali, a cominciare proprio dall’acqua. Muoversi verso una maggiore sostenibilità dei processi industriali e agricoli non significa necessariamente che si debba fare un passo indietro sul piano dello sviluppo. Sostenibilità e sviluppo possono essere felicemente coniugati attraverso l’innovazione. Un esempio illuminante è rappresentato dalle ricerche in corso in diversi Paesi del mondo per sviluppare piante capaci di mantenere una buona produttività anche in condizioni di siccità, consentendo di risparmiare sull’irrigazione, di estendere le aree coltivabili, di predisporre una rete di sicurezza di fronte alle incognite dei cambiamenti climatici. Non è un caso che Kofi Annan, quando ancora vestiva il ruolo di Segretario Generale delle Nazioni Unite, abbia auspicato una Rivoluzione blu per l’agricoltura. La quantità di acqua disponibile non cresce, ma aumentano invece gli abitanti del pianeta e anche i consumi pro-capite. La tendenza sempre più diffusa a cercare una dieta ricca e variata comporta inevitabilmente un’intensificazione della pressione sulle risorse naturali. Si stima che l’acqua necessaria per produrre un chilogrammo di carne bovina, ad esempio, sia quasi quattro volte maggiore di quella che serve per ottenere la stessa quantità di carne di pollo. Per un bicchiere di succo d’arancia si consuma cinque volte più acqua che per una tazza di tè.
Com’è noto, in Italia circa il 50% dell’acqua dolce disponibile è utilizzato per l’agricoltura, a fronte del 25% dell’industria e del 15% destinato agli usi domestici. Se l'attività agricola esercita una considerevole pressione sulla risorsa idrica, è anche vero che gli Enti irrigui determinano evidenti effetti positivi per l'ambiente. Svolgono infatti una funzione di presidio del territorio, producendo benefici sull'assetto idrogeologico e una funzione ambientale fondamentale. Oltre alla funzione primaria di distribuzione dell'acqua, i canali irrigui costituiscono un sistema di regimazione delle acque e una parte integrante del patrimonio culturale e sociale di molte regioni: si pensi alla Pianura padana e veneta, dove la diffusione capillare della rete caratterizza e scandisce il paesaggio. Ritengo estremamente interessante e utile, dunque, l’iniziativa odierna, che intende contribuire all’elaborazione di una politica idrica intesa a massimizzare l’efficienza, con importanti benefici sia sul piano economico che ecologico. Come sapete, sono proprio oggi impegnato con il Forum sul futuro della Pac, perciò mi preme ricordare che la gestione sostenibile delle risorse idriche rientra tra le sfide ambientali della politica di sviluppo rurale: non c’è agricoltura senza acqua, proprio come non c’è sviluppo, non c’è ambiente e non c’è vita.". Così l'intervento del Ministro Galan al convegno "Acqua, agricoltura e ambiente".

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di Redazione
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