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"Via i docenti e i dirigenti che fanno politica a scuola"

Ministro Gelmini: Intervista sulla riforma scolastica


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Ministro Gelmini: Intervista sulla riforma scolastica
14/09/2009, 13:09

In una lunga intervista rilasciata al Corriere Della Sera, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, affronta la delicata e sempre turbolenta tematica della riforma scolastica; con un breve accenno a quella dell’Università.
Secondo la Gelmini, uno dei primi obiettivi da perseguire, è l’allontanamento di docenti e dirigenti che “usano la cattedra per far politicae si oppongono in maniera a sua detta anti-democratica alle disposizioni introdotte dalla riforma. Riforma che, sempre secondo il Ministro, è voluta dalla maggioranza dei genitori e degli studenti i quali “non si vogliono più accontentare di una scuola mediocre. E che non vogliono sentir parlare solo di organici e di curriculum ma di scuola come luogo di educazione, di un servizio che dovrebbe stare a cuore a tutti; come gli ospedali”.
In effetti, una scuola che non sia mediocre, dovrebbe anche prevedere l’esistenza di classi con un numero di alunni ridotto (e non fissare il minimo a 25 studenti per aula) ed evitare la formula del maestro unico, abbandonata non a caso diversi anni fa; quando la scuola italiana tentava di evolversi al pari di quella di altri paesi. Riguardo le contestazioni subite, la Gelmini poi non ha dubbi: “Non mi sento un ministro particolarmente contestato. Anche perché, pur rispettando chi protesta, sono convinta che si tratti di un numero molto limitato di persone”. Dall’indice di gradimento auto-percepito, si passa poi ad un’altra spinosissima questione: quella dei precari. Il Ministro pare avere, ancora una volta, un’idea ben precisa dei colpevoli da additare: “Sono responsabilità che vengono da lontano – ha infatti affermato - Per anni, complici i sindacati, si e' data la sensazione che ci fosse spazio per tutti quelli che volevano fare gli insegnanti, per poi lasciarli in graduatoria anni ed anni. Sono state vendute illusioni che si sono trasformate in cocenti disillusioni''”.
Anche in questo caso, dunque, la colpa non è della pessima gestione dell’intero sistema di reclutamento degli insegnanti; con brogli, raccomandazioni e truffe di ogni tipo che hanno favorito i soliti e penalizzato i meritevoli senza “il santo in paradiso” ma, al contrario, di chi ha dato delle “illusioni” ai giovani laureati che aspiravano a diventare insegnanti senza dir loro, semplicemente, che quel sogno era irrealizzabile. In ogni caso, come precisa la Gelimini “Nei prossimi cinque anni, grazie ai prepensionamenti, la gran parte di questi precari verra' assorbita negli organici". Ovviamente, per far si che ciò accada “E' fondamentale impedire che nel frattempo si allunghi di nuovo la coda”. Per sfavorire questo ingorgo  “abbiamo chiuso le sis, le scuole di specializzazione per l'inse¬gnamento, e introdotto il numero programmato''. Ultima attenzione rivolta alla riforma Universitaria “''Tra ottobre e novembre partirà l'esame in Parlamento; sperando che sia tutto operativo entro l’anno prossimoe gli alunni stranieri nelle classi Rischiamo di creare delle classi ghetto (in alcune il 97% degli studenti non sono italiani ndr). Dall'anno prossimo ci sarà un limite del 30 per cento. Volevamo introdurlo già quest'anno ma non c'erano i tempi tecnici per procedere”.
Sarà che l’attuale Ministro dell’istruzione è criticato e osteggiato solo da “un limitatissimo numero di persone” ma, dando un’occhiata alla riforma, alle proteste scatenate in tutta Italia da parte di alunni, insegnanti e genitori e finendo con il non poter negare l’enorme penalizzazione che subirà la scuola pubblica, il dubbio che ci sarà, contemporaneamente, un “limitatissimo numero di persone” a ricordare la Gelmini come un Ministro dell’Istruzione lungimirante, moderno e capace, cresce inesorabile.

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di Germano Milite
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