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Ministro Romano: “strategico il ruolo delle donne nel vino per il successo del made in Italy”


Ministro Romano: “strategico il ruolo delle donne nel vino per il successo del made in Italy”
04/10/2011, 09:10

“Il ruolo delle donne in agricoltura è uno degli elementi fondamentali per il successo dei prodotti Made in Italy. Questo è ancora più vero per quanto riguarda il settore vinicolo, dove il 30% delle nostre aziende è condotto da donne e che registra una crescita dell’export del 13% su base annua. L’Italia continuerà ad investire sulle imprese condotte da donne, che vanno sostenute e incoraggiate, soprattutto quando uniscono professionalità e politiche di crescita, investimenti e risorse giovanili. In particolare nel campo enologico siamo pronti a supportare il settore nella promozione all'estero, perché il nostro obiettivo è conquistare fette di mercato sempre più larghe. Non dobbiamo dimenticare, anche quando comunichiamo il nostro vino ai consumatori di tutto il mondo che questo prodotto è sinonimo di cultura, tradizione, qualità, benessere e per questo l’interpretazione e la sensibilità femminili sono un valore aggiunto importante”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, è intervenuto oggi all’evento: "L'effervescenza rosa: il Ministro incontra le donne del vino lombardo". All’incontro, tenutosi presso il Devero Hotel di Cavenago di Brianza (Mi), erano presenti rappresentanti delle vignaiole, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste, opinion women, ricercatrici e medici a confronto in vista dell'Expo 2015.
“È in atto una rivoluzione culturale – ha proseguito il Ministro Romano - che vede l'agricoltura registrare una crescita, nonostante il segno meno del nostro Pil. Il comparto agricolo si contraddistingue per la sua vitalità, facendo riconsiderare il lavoro della terra come un’attività nobile. Questo processo è frutto anche della grande valorizzazione dei prodotti agricoli e della promozione di un’agricoltura sana, di eccellenza e di qualità. Abbiamo ancora molti margini di crescita, legati in particolare allo sviluppo della nuova Politica agricola comune. In questo senso va ricordato che nel nostro Paese non si è sviluppata appieno una politica di settore davvero comune e unitaria, risultato di scelte strategiche mirate e condivise. La PAC europea dovrà considerare nel giusto modo - in materia di distribuzione delle risorse - il criterio della produzione lorda vendibile e delle risorse umane occupate, piuttosto che quello della mera superficie. Il Forum nazionale dell'Agricoltura, a metà novembre a Cremona, si pone quindi come un appuntamento utile per condividere e elaborare una proposta unitaria del nostro Paese”.

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di Redazione
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