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Intanto continua la protesta dei giornalisti contro il ddl

Montezemolo: intercettazioni, sono dalla parte di Sky


Montezemolo: intercettazioni, sono dalla parte di Sky
21/05/2010, 18:05

CAMBIANO -  Luca Cordero di Montezemolo è dalla parte degli editori. Sulla polemica relativa alle intercettazioni, il presidente della Ferrari ha dichiarato di condividere la scelta di Sky e degli altri imprenditori che si sono schierati nettamente contro la nuova legge. “Credo che ci sia la necessità di parlare e, da un lato, tutelare la privacy poiché la pratica delle intercettazioni non è più accettabile nei confronti dei singoli cittadini” – ha aggiunto Montezemolo – “dall'altra però occorre utilizzare lo strumento, fondamentale in tante indagini e processi".
La vicenda del nostro paese ha varcato i confini europei, arrivando addirittura negli Stati Uniti: “Non vorremmo mai che succedesse qualcosa che impedisse ai magistrati italiani di fare l’ottimo lavoro svolto finora: le intercettazioni sono uno strumento essenziale per le indagini nella lotta alla mafia” – ha detto il sottosegretario al Dipartimento di Giustizia con delega alla criminalità organizzata internazionale, Lanny A. Brauer – “La legislazione italiana finora è stata molto efficace. Non vorremmo che accadesse qualcosa che impedisca l’ottimo lavoro della magistratura italiana”.
Intanto, la situazione si sta facendo incandescente. La maggioranza ha fatto una parziale marcia indietro, annunciando il ritiro dell’emendamento che inaspriva le pene per i giornalisti responsabili della pubblicazione di notizie "proibite" sulle inchieste giudiziarie. Una modifica che, però, non sembra aver prodotto grandi risultati. La tensione, soprattutto nel mondo editoriale, resta alta:
la Federazione nazionale della stampa ha già convocato per lunedì prossimo i direttori delle principali testate italiane. “La notizia prima di tutto, fermiamo la legge bavaglio”, è lo slogan dell'iniziativa. Si confronteranno, tra gli altri, su questo tema Ferruccio De Bortoli, Mario Calabresi, Gianni Riotta, Ezio Mauro, Vittorio Feltri, Concita De Gregorio e Norma Rangeri. Anche il direttore del Giornale Vittorio Feltri ha criticato duramente in un editoriale il provvedimento sulle intercettazioni per quanto riguarda la parte dedicata alla divulgazione di quelle telefoniche: si tratta, sostiene, “di un attentato alla libertà di stampa e non potrà passare al vaglio della Corte Costituzionale, mi auguro”. “Si parla di galera per i giornalisti ficcanaso, multe ingenti agli editori” – ha continuato Feltri – “per fortuna non sono previste pene corporali. Ma gli effetti della disciplina saranno devastanti per la democrazia”.
La raccolta di firme promossa dal quotidiano “La Repubblica” e dal sito
www.nobavaglio.it ha intanto superato le 160.000 adesioni.

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di Ornella d'Anna
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