Politica / Politica

Commenta Stampa

Monti a Porta a Porta: “Poco spazio a modifiche”


Monti a Porta a Porta: “Poco spazio a modifiche”
06/12/2011, 22:12

 

ROMA - «Con questa operazione che è di rigore, di equità e di crescita, io ho chiesto agli italiani molti sacrifici, ma l'alternativa non era andare avanti come se niente fosse senza i molti sacrifici. Ma era il rischio, molto concreto, che lo Stato non potesse più pagare, che gli stipendi non potessero più essere pagati, che le pensioni non fossero più pagate. Non abbiamo da guardare molto lontano: la Grecia è la rappresentazione di che cosa sarebbe potuto accadere in Italia». Lo ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti, intervistato da Bruno Vespa per Porta a porta.

«Non abbiamo alzato le aliquote dell'Irpef, contrariamente a indiscrezioni che si erano diffuse quasi universalmente, e non le alzeremo. In passato ci sono stati scioperi, anche generali, per molto meno. Francamente capisco la reazione ma invito anche tutti a pensare cosa sarebbe accaduto al lavoro e alle pensioni senza questo intervento», sostiene Monti riguardo le proteste annunciate dai sindacati. «Con i mezzi che ci erano dati - ha aggiunto - abbiamo comunque fatto molta più redistribuzione di quanto non si sia mai fatto. Gli italiani capiranno e noi spiegheremo le nostre decisioni».

E alla domanda di Bruno Vespa sui margini per emendamenti sul passaggio della manovra che rivede il sistema previdenziale risponde: «È prematuro dire se metteremo la fiducia ma ho già spiegato che la finalità è approvare la manovra in tempi brevi e senza modificarla molto. Il Parlamento è sovrano, ma il tempo è poco e il margine di flessibilità pochissimo. Se le tasse si aumentano su chi produce, sia il lavoro sia l'impresa, si scoraggia la produzione e si rende poco competitivo il prodotto italiano: perchè non gravare un pò di più con le tasse sulla ricchezza che esiste a seguito della produzione passata? In tutto il mondo avviene così».

Quanto alla polemica sul fatto che nella manovra non vi siano delle misure per le famiglie risponde cosi: «Non è del tutto vero perché donne e giovani sono componenti fondamentali della famiglia oltre che della società italiana. Abbiamo sgravato il carico fiscale per le imprese che assumono donne e giovani. Dopo una manovra che ha permesso al paese di «non deragliare dai binari» occorre che anche «le politiche economiche europee facciano i loro progressi. L'area dell'euro, insomma, deve essere ripensata rapidamente». Poi il passaggio sulla settimana dell'Europa :  «l'Ue spalanchi gli occhi, i mercati spalanchino gli occhi per guardare a quello che ha fatto l'Italia. E lo ha fatto - ha sottolineato - per se stessa oltre che per le esigenze europee» ridando al paese «titolo per partecipare da protagonista e non da osservatore ai vertici internazionali».

E sulla nuova Ici:  «La prima casa è una cosa importante per la vita dei cittadini ma è anche una cosa che consuma risorse pubbliche: ci vogliono infrastrutture intorno alle case, le città costano. In tutti i paesi anche la prima casa contribuisce al mantenimento dei servizi pubblici».

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©