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Sfida su tasse, lavoro e Imu

Monti, Berlusconi, Bersani: sfida all’ultimo voto


Monti, Berlusconi, Bersani: sfida all’ultimo voto
07/02/2013, 20:52

Ormai manca poco. Solo due settimane. E così, a meno di 15 giorni dalle elezioni politiche, i leader rilanciano le proposte su fisco, lavoro e imprese. Mentre Mario Monti promette un taglio netto alle tasse, passando dall’Irpef per arrivare all’Irap,  il Cavaliere promette ben 4 milioni di nuovi posti di lavoro. ma poi corregge il tiro: “Ho tirato fuori solo una ipotesi cercando di vedere se c’è gente di buon cuore”.
Tra tasse e nuovi posti di lavoro, non poteva certo mancare Pier Luigi Bersani, per un duello all’ultimo voto. Il leader democratico difende la proposta di chiudere una vicenda annosa come quella dei crediti della P.a nei confronti delle aziende. Stano alle parole del democratico, le promesse di Berlusconi  “insultano gli italiani”. Dello stesso parere anche Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc che sottolinea la sua scelta di non cedere alla politica degli annunci. “Ipocrisia”. È questa l’accusa del leader dell’Idv, Antonio di Pietro, rispondendo alle affermazioni di Casini.
Il Professore ormai più deciso che mai a “salire” in politica, rende pubblico il “piano economico” del suo partito: l’obiettivo - si legge - di un eventuale Monti-bis sarà la riduzione della pressione fiscale per un totale di 15 miliardi nella Legislatura e il dimezzamento dell’Irap per il settore privato. Sì poi alle dismissioni: 130 miliardi da mettere insieme tra patrimonio immobiliare e mobiliare, a partire da realtà come Bancoposta. Un’idea approvata, almeno sul piano generale, anche da Bersani anche se specifica come non sia sul tavolo la vendita del Colosseo e di beni affini, così come la vendita di quote di società pubbliche: “in certi campi - dice il leader dei Democratici - dobbiamo mantenere il controllo e non è assolutamente un buon momento per vendere”.
Se per la maggior parte dei partiti politici il lavoro è in secondo piano, il Cavaliere sembra farne la ragione della sua campagna elettorale: “Nel primo Cdm - annuncia Berlusconi- verrà votato un provvedimento che detasserà l’assunzione di collaboratori. E se ogni impresa assumesse anche un solo giovane avremmo 4 milioni nuovi posti di lavoro”. Un annuncio, un po’ avventato ma immediatamente corretto anche se per Bersani sa di retromarcia. Il leader del partito democratico si dice infatti allibito per quanto sia intriso di demagogia. E alla “demagogia non si risponde con altra demagogia, i problemi sono troppo seri”, dice.
Ciò non toglie che tra le priorità dei Democratici vi sia la revisione della riforma Fornero del mercato del lavoro: “l’interruzione troppo secca dei contratti precari porta - spiega infatti Bersani - a più licenziamenti e non a più assunzioni”. E anche il Professore dichiara di voler modificare qualche regola attualmente in vigore, anche se da tutt’altro punto di vista: Scelta civica propone infatti, in via sperimentale,  un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato, che costi meno, che sia più flessibile ma che “abbia le stesse tutele”. 

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di Erika Noschese
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