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Il Premier all’inaugurazione dello stabilimento Barilla

Monti: “C'è ancora da lavorare, ma siamo sulla buona strada”


Monti: “C'è ancora da lavorare, ma siamo sulla buona strada”
08/10/2012, 16:01

PARMA – “Per tornare a crescere c’è bisogno di mobilitare tutte le energie del paese, nessuna esclusa”, così il premier Mario Monti, in occasione dell’inaugurazione del stabilimento Barilla nel Parmense, ha dichiarato.

“C'è ancora da lavorare, ma siamo sulla buona strada”, ha aggiunto il Premier.

“Il Paese si sta rendendo conto che sta cambiando e lo sta facendo per il meglio. Andiamo avanti, andiamo avanti tutti”, dice Monti.

“Il resto d'Europa ci sta guardando per come la popolazione italiana sta reagendo ad una prova dura, dando prova d'appartenenza a un paese che sta cambiando, e cambiando in bene . Lo dico a bassa voce, perché non vorrei che fosse un incantesimo che si dissolve, ma vedendo quello che sta avvenendo in Grecia e in Spagna devo dire che l'Italia, che è stata sottoposta a tensioni sociali rilevanti, perché rilevanti erano gli squilibri ai quali in tempi brevi dovevamo porre rimedio, sta reagendo dando prova di appartenenza ad un Paese”. 
Incita all’unione affermando : “La coesione è la parola chiave di questo momento. E non mi riferisco al Governo che, per questioni particolari, ha una coesione maggiore di governi passati, ma al mondo politico, tanto bistrattato non sempre a torto, ma che dà prova di grande coesione”.

“Tra le principali economie europee, l'Italia è seconda solo alla Germania per incidenza del settore industriale sul valore aggiunto complessivo, nonostante la crisi e la progressiva perdita della competitività dell'economia italiana nel decennio precedente la crisi. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie per crescere”, ha poi detto il Premier.

E in relazione  al caso Barilla: “Dal 2000 al 2010 l'export italiano di prodotti agroalimentari nella fascia qualitativa alta ha aumentato al propria quota di mercato mondiale dal 4,7 a 5,2%, risultati estremamente significativi confortati dai dati relativi ai primi 7 mesi di quest'anno, in base ai quali l'export italiano cresce in Cina, in Giappone e negli Stati Uniti, ma anche in Francia e Gran Bretagna. Internazionalizzazione, qualità, ricerca e innovazione sono le parole chiave per consolidare ed estendere il successo del comparto agroalimentare italiano nel mondo” dichiara il capo del governo.

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di Rosa Alvino
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