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Il premier alla cerimonia per i 20 anni dalla strage

Monti: "Cercare la verità sulla morte di Falcone"

Anche Napolitano a Palermo

Monti: 'Cercare la verità sulla morte di Falcone'
23/05/2012, 13:05

«Non bisogna mai stancarsi di cercare la verità sulla morte di Giovanni Falcone come su quella di Paolo Borsellino». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo alla cerimonia per il ventesimo anniversario della strage di Capaci. «In questi ultimi anni - ha proseguito il premier - sono emersi nuovi particolari che hanno fatto anche rivedere sentenze della magistratura già definite. Sono venuti alla luce alcuni pezzi mancanti della ricostruzione di quegli anni che devono essere analizzati fino in fondo, perché solo con la ricerca di tutta la verità noi renderemo pieno onore alla vita di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro». «Non c'è alcuna ragione di Stato - ha affermato con forza Monti - che possa giustificare ritardi nell'accertamento dei fatti e delle responsabilità. L'unica ragione dello Stato è la verità. Verità per le vittime e per i familiari, verità per i cittadini, verità per gli onesti, verità per la speranza dei nostri figli». Prima di lasciare il Giardino della Memoria di Ciaculli e dirigersi nell'aula bunker dell'Ucciardone, il premier Mario Monti ha scoperto una lapide di marmo nera con impressi i nomi di oltre 200 vittime della mafia. una volta giunto nell'aula bunker, Monti ha commentato: «Sto vedendo la manifestazione più bella, più forte e più viva contro la mafia dei giovani, sia prima al giardino della memoria che qui. Questa è veramente l'eredità e la voglia di combattere. Magnifico». Alla cerimonia, organizzata dall'Associazione nazionale magistrati e dall'Unione cronisti, hanno assistito diversi familiari di vittime, tra cui Maria Falcone, Caterina Chinnici, Bernardo Mattarella, Pina Maisano Grassi, Placido Rizzotto, Salvatore Burrafato, Giovanni Impastato, Sonia Alfano. «Deve esserci un impegno sempre più forte nella selezione dei rappresentanti da eleggere ai vari livelli di governo - ha aggiunto Mario Monti - gli apparati dello Stato devono essere sempre lontani dal sospetto di legami di prossimità con le organizzazioni mafiose. Il parlamento ha recentemente varato una prima riorganizzazione della normativa antimafia, ma è un lavoro che non si è completato. Su alcuni punti c'è l'impegno del governo ed è in stato avanzato».
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato questa mattina a Palermo per la commemorazione del giudice Falcone ed ha incontrato alcuni studenti della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. In particolare, erano presenti 5 ragazze della classe di Melissa, la giovane uccisa dall'esplosione davanti alla scuola. I ragazzi hanno mostrato al capo dello Stato il libro con tutti i pensieri raccolti in questi giorni di dolore e gli hanno mostrato il quadro, portato a Palermo, con cui avevano vinto un premio legalità. Lungo il tragitto che dall'aeroporto di Palermo l'ha condotto all'aula bunker dell'Ucciardone, il presidente della Repubblica si è fermato a Capac,i nel luogo dove il 23 maggio '92 avvenne la strage che uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta. Il Capo dello Stato si è fermato davanti alla stele, ai margini dell'autostrada, dove sono incisi i nomi delle vittime. «Che la criminalità organizzata possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza di stampo stragista e terroristico non possiamo escluderlo», ha sottolineato Napolitano, che ha poi aggiunto: «Non ci facemmo intimidire, non lasciammo seminare paura e terrore né nel '92 né in altre dure stagioni sconvolgenti; tantomeno cederemo ora» ha garantito l'inquilino del Colle, riferendosi ai recenti attacchi terroristici e ai rigurgiti mafiosi.
 

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di Veronica Riefolo
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