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Monti come Berlusconi: "Lasciatemi lavorare"


Monti come Berlusconi: 'Lasciatemi lavorare'
09/07/2012, 10:07

Più passa il tempo e più il comportamento di Mario Monti come Presidente del Consiglio - sia come leggi fatte che come comportamento - duplica quello tenuto per tanti anni da Silvio Berlusconi. Ormai manca solo che Monti vada a puttane tutte le sere e il duplicato è perfetto.
Non si tratta di una valutazione fatta a caso, ma basata sui fatti. Prendiamo solo gli ultimi fatti, quelli relativi alla spending review. Cosa prevede questo provvedimento? Innanzitutto il licenziamento di 24 mila dipendenti pubblici, misura che provocherà ancora un blocco alla crescita del Pil, che a questo punto nel 2012 supererà certamente il 2%. Questo ridurrà fortemente le entrate fiscali, aumentando il nostro deficit e complicando la nostra situazione per i conti pubblici.
Poi è previsto il taglio di 18 mila posti letto, quindi una forte riduzione dei servizi pubblici sanitari, cosa che costringerà fette ancora maggiori della popolazione a non curarsi. Perchè una cosa che raramente si dice è questa: le forti tasse e gli ancora più forti tagli ai servizi sanitari imposte negli ultimi anni dal governo Berlusconi e poi dal governo Monti impediscono ad una certa percentuale della popolazione (a seconda delle stime si arriva anche vicini al 10%) di ricorrere alla sanità, dato che quella pubblica è impraticabile e quella privata è troppo cara.
Questo è il grosso della manovra. Poi ci sono le briciole: meno soldi alle università pubbliche (ma più soldi a quelle private) e alla ricerca, con il depauperamento dell'istituto che ha collaborato negli ultimi giorni a fare una scoperta da premio Nobel, cioè il cosidetto bosone di Higgs. A parole ci sono anche tagli alle autoblu, ma solo dal 2015.
Tutto questo non basta. E' scritto nero su bianco che vanno fatti altri tagli o aumentate altre tasse per almeno 6 miliardi e mezzo entro il 30 giugno 2013, altrimenti l'Iva aumenterà di 2 punti, passando dal 21 al 23%; e che bisognerà fare un'altra manovra da 6 miliardi entro il 31 dicembre 2013 altrimenti l'Iva salirà di un altro punto a partire dal primo gennaio 2014.
Ora, se si guarda, questa manovra - come tutte quelle fatte finora dal governo Monti - si vede che sono misure sulla falsariga di quelle prese negli ultimi anni dai governi Berlusconi. Cioè un attacco ai dipendenti pubblici, al welfare (in questo caso scuola e sanità) ed in generale alla povera gente. Con quali risultati? I peggiori: il deficit aumenta, le entrate fiscali diminuiscono e i conti pubblici peggiorano. Inoltre aumenta la povertà in quanto la gente non ha soldi; e se in un Paese non circolano i soldi, l'economia viene colpita a morte, con scarsissime possibilità di risorgere.

A questo comportamento "legislativo", simile a quello del governo Berlusconi, si aggiunge anche il comportamento effettivo. E l'ha dimostrato ieri, affrontando a brutto muso il prsidente di Confindustria Squinzi. Il quale aveva semplicemente criticato la manovra fatta da Monti, giudicandola "macelleria sociale", esattamente quella che è. La risposta di Monti è stata un "si deve stare zitto, perchè se critica il governo, fa alzare lo spread". Una frase che ricorda molto il "Lasciatemi lavorare" che Berlusconi usò con i giornalisti sin dal 2009, quando arrivava qualche critica. Se non altro, identica è la stizza e il livore che si mostra verso chi "osa" criticare chi ha in mano le leve del potere. Che, in quanto tale, è sempre nel giusto, fa sempre le cose giuste e chi osa criticarlo va mediaticamente e politicamente distrutto.
Ma è questo il modo di agire di un Presidente del Consiglio? Raramente si sono viste cose del genere all'estero. Uno dei pochi esempi negativi in questo senso l'ha dato Sarkozy negli ultimi anni, con i suoi continui scatti contro i giornalisti. Scatti che però sono stati pesantemente sanzionati da tutti i mass media. E invece in Italia che succede? Che su tutti i giornali esce scritto che la colpa era di Squinzi che ha osato criticare la spending review del governo Monti. ALlora, se dopo Berlusconi sarà Monti a condurci al disastro, non dobbiamo dire che è colpa di altri, ma la colpa è di ogni singolo cittadino italiano che vota i partiti che hanno sostenuto il governo Berlusconi o sostengono il governo Monti.

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di Antonio Rispoli
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