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Monti di fine anno: la peggior politica e il fumo più fumoso


Monti di fine anno: la peggior politica e il fumo più fumoso
30/12/2011, 17:12

E meno male che questa doveva essere la soluzione di ogni problema dell'Italia. In realtà il professor Monti, già senatore a vita, si sta comportando come i peggiori politici della Seconda Repubblica (problemi con la giustizia a parte); e l'ha dimostrato nella conferenza di fine anno.
Innanzitutto, ha svicolato praticamente ad ogni domanda, talvolta con battutine da humor inglese (che infatti sono state accolte molto gelidamente); altre volte semplicemente introducendo altri argomenti per deviare il discorso. Insomma, mancava quella aggressività tipica degli esponenti del Pdl e della Lega verso i giornalisti e le sue risposte potevano essere quelle di qualunque politico attualmente in Parlamento.
Ancora più deludente quando ci sono stati alcuni giornalisti (tre o quattro, non di più) che gli hanno fatto domande specifiche sull'economia, che dovrebbe essere argomento su cui andare a nozze, per un professore di economia. Invece il comportamento di Monti era quasi imbarazzato. Alle domande praticamente non ha risposto, se non con giri di parole che potevano significare tutto o niente. Sinceramente ha fatto una pessima impressione.
Eppure alcune tappe già sono state decise. Innanzitutto quello che c'è dietro il nome di "cresci-Italia", varato ieri per indicare le misure per la crescita. In realtà verranno introdotte nuove tasse o aumentate quelle esistenti, per una cifra che si dovrebbe aggirare tra i 15 e i 25 miliardi. SI tratta di un punto di Pil (o forse due) che bisogna recuperare, dopo che i continui aumenti di tasse prima del governo Berlusconi e poi del governo Monti hanno portato l'Italia in recessione. Perchè noi siamo già in recessione. Certo, tecnicamente ci vogliono due quadrimestri con una crescita del Pil negativa, prima di usare questo termine. Ma il secondo quadrimestre già c'è, è quello che sta finendo. A settembre la crescita per questa fine d'anno era già prevista pari al -0,1%; ma questo era prima delle manovre. Adesso è facile immaginare un dato oscillante tra il -0,4% e il -0,7%. Insomma, quanto basta per dire che la crescita per il 2011 è stata pari a zero, se non negativa. Per l'anno prossimo la crescita si prevede intorno al -2%, ma c'è un pericolo. Infatti con le misure attuali, Confindustria prevede il licenziamento di 200 mila lavoratori, che andranno ad ingrossare le file dei disoccupati. Significa un aumento dei disoccupati di quai l'1%. Concentrata in un breve periodo e in una situazione di crisi, questa disoccupazione potrà essere mantenuta tranquilla? E tutte queste persone che si trovano a casa improvvisamente di quanto tireranno giù il Pil? Infatti ci sono alcuni studi che parlano di un blocco mortale per l'economia italiana, con un -8% per il 2012. Detto in termini terra terra, significa la distruzione dell'economia italiana. Se dovesse accadere, ci troveremmo nella situazione della Grecia: gli obblighi impostici dalla Ue di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e l'incapacità della attuale classe politica di agire a favore dei cittadini, ci farebbe avvitrare in una spirale recessiva, basate su manovre economiche a raffica, al ritmo di una ogni tre mesi, sempre più pesanti, per poi non ottenere alcun miglioramento effettivo, ma danneggiando l'economia nazionale.
Quindi è chiaro che la soluzione è impedire questo avvitamento. Ma non è aumentando le tasse sugli alcoolici e sugli alimentari (le ultime novità di cui si parla) che si può ottenere questo risultato. E' necessario invece aumentare salari e pensioni, in modo da aumentare il potere di acquisto disponibile da parte della popolazione. E' l'unico modo per dare una spinta all'economia. E invece quali sarebbero le misure? Sgravi alle imprese (sono 350 miliardi di euro all'anno: non basta quanto evadono? Devono evadere di più?) e cancellazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che impedisce il licenziamento senza giusta causa. Quest'ultima operazione poi è "nascosta" sotto la definizione di "adeguamento agli standard europei degli ammortizzatori sociali". Belle parole, per carità. Ma i fatti raccontano ben altro.
Il problema è che tutto è nascosto dietro un fumo molto denso, ingigantito dal comportamento dei mass media che sembrano essersi spaccati a metà: quelli berlusconiani che attaccano Monti solo per il fatto che respira; e tutti gli altri che invece stanno di fatto appoggiando qualsiasi iniziativa provenga dal governo. SI vede che i mass media italiani non sono capaci di una semplice ed ordinaria critica sul merito.

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di Antonio Rispoli
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