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Il premier al Colle, poi annuncia le dimissioni

Monti dice addio, ma dopo la legge di stabilità

Cicchitto: "Iter elezioni modificato da decisione Monti"

Monti dice addio, ma dopo la legge di stabilità
09/12/2012, 09:03

ROMA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto ieri sera al Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Senatore Mario Monti Il Presidente della Repubblica - si legge in una nota diffusa dal Colle - ha prospettato al Presidente del Consiglio l'esito dei colloqui avuti con i rappresentanti delle forze politiche che avevano dall'inizio sostenuto il Governo e con i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Il Presidente del Consiglio ha dal canto suo rilevato che la successiva dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del PdL on. Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione. Il Presidente del Consiglio non ritiene pertanto possibile l'ulteriore espletamento del suo mandato e ha di conseguenza manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni. Il Presidente del Consiglio - è scritto sempre nel comunicato- accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio - rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo - siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio. Subito dopo il Presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei Ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. 

“E’ evidente che il percorso concordato fra il Presidente della Repubblica e i segretari dei partiti per una fine ordinata della legislatura - che avrebbe probabilmente portato ad elezioni il 10 di marzo - viene modificato dalla decisione di Monti di dare le dimissioni dopo l'approvazione della legge di stabilità da fare il prima possibile: allora, sempre entro dicembre, per evitare un altro disastro, andrà convertito anche il decreto sull'Ilva”. Lo dice il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: “In seguito a questa accelerazione è quindi assai probabile che si voti entro febbraio, il che riapre anche il problema delle elezioni regionali nel Lazio perché nessuno può pensare di far votare la città di Roma 3 volte di seguito nello spazio di pochissimo tempo, cioè il 3 febbraio per le Regionali, metà o fine febbraio per le politiche e poco più avanti per le Comunali”. Cicchitto rileva. “Siccome il confronto si apre come è giusto sul merito dei problemi,quello che noi abbiamo contestato della linea del governo Monti non è il rigore, ma l'eccesso di esso dal lato della pressione fiscale e della totale mancanza di una politica della crescita del resto testimoniata dalla carenza di iniziative da parte di quel coacervo di ministeri e di competenze che fa capo al ministro Passera. D'altra parte, qualche mese fa, il Pdl, attraverso il segretario Alfano aveva lanciato in modo serio e documentato la proposta dell'abbattimento del debito e della conseguente diminuzione della pressione fiscale, proposta positiva ma certamente non raccolta dal governo”. L'esponente Pdl conclude: “Di conseguenza è stato del tutto legittimo da parte nostra registrare che una fase si era conclusa, che le forze politiche riprendevano la loro autonomia e che inizia anche il dibattito per un bilancio di quest'anno di governo Monti con le sue luci,la tenuta dei conti e anche con le sue ombre, la recessione”. 

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di Valerio Esca
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