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Monti e la favola del "Presidente del Consiglio eletto dal popolo"


Monti e la favola del 'Presidente del Consiglio eletto dal popolo'
01/10/2012, 14:19

In questi giorni si sta riproponendo l'ipotesi di un "Monti-bis". Cioè dopo le elezioni del 2013, un "governo di larghe intese" appoggiato nuovamente da Udc, Pd e Pdl e guidato da Mario Monti. 
Ora, lasciamo perdere la valutazione qualitativa del governo (anche se io giudico la performance finora ottenuta di livello infimo, non molto diversa da quella ottenuta dal governo Berlusconi) e concentriamoci su un altro aspetto di cui si parla spesso: la legittimità di un eventuale governo Monti. CI sono state dichiarazioni di esponenti del Pdl che hanno detto che Monti deve candidarsi ed essere eletto, per essere di nuopvo Presidente del Consiglio. 
In realtà, Monti è già stato eletto. Dato che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l'ha nominato senatore a vita, Monti non ha bisogno di nessuna elezione. Ma a parte questo, la Costituzione parla chiaro: il Presidente sceglie chi vuole per quel ruolo. Non è tenuto ad alcuna limitazione. In teoria può anche chiamare uno spazzino o un operaio come Presidente del Consiglio. E a nulla vale l'obiezione: "Non è un governo scelto dai cittadini (o anche scelto dal popolo)". Nella storia repubblicana, mai un governo è stato scelto dai cittadini italiani. La Costituzione dice che siamo una repubblica parlamentare. Il che vuol dire che i cittadini si limitano ad eleggere il Parlamento. Poi tocca ai singoli parlamentari - che (è bene ricordarlo) agiscono senza limiti di mandato - decidere se dare la fiducia o meno ad un governo che venisse creato. Che sia Monti o Bersani o chiunque altro, dovrà avere almeno 316 voti di maggioranza alla Camera e 162 al Senato, altrimenti non ci sarà alcun Presidente del Consiglio. La sostanza è questa. Quindi qualsiasi governo che abbia la fiducia di un Parlamento regolarmente eletto, è legittimo. Indipendente da chi è la persona del Presidente del Consiglio. 

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di Antonio Rispoli
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