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Di Pietro: “Politica di televendite”. Bersani: “Realtà”

Monti in conferenza stampa: “Da oggi il Cresci-Italia”

Berlusconi: “Le prossime misure siano concordate con noi”

Monti in conferenza stampa: “Da oggi il Cresci-Italia”
29/12/2011, 20:12

ROMA - Conferenza stampa di fine anno per il Presidente del Consiglio Mario Monti. Una conferenza stampa non dissimile da quelle a cui ci eravamo abituati: tante promesse e pochissima sostanza.
Argomento principale è stata la situazione economica italiana. Il premier ha annunciato che ci sarà un nuovo provvedimento (da lui chiamato "cresci-Italia") che si concentrerà su liberalizzazioni ed antitrust, sul rilancio delle opere pubbliche con l'aiuto del cosiddetto "project financing", cioè l'intervento di finanziatori privati. Ci sarà anche un intervento sul mondo del lavoro dove "il modello è quello danese", ha specificato Monti, anche se ha ammesso che l'Italia non è la Danimarca. Per intenderci, il modello danese non offre alcuna tutela al lavoratore per impedire il licenziamento, ma gli consente di avere uno stipendio di disoccupazione dallo Stato per quattro anni, accompagnato però da corsi di formazione e perfezionamento per essere reintegrato nel mondo del lavoro. Quindi è facile immaginare che la prima "vittima" delle riforme montiane sarà l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che impedisce il licenziamento senza giusta causa; per le tutele del welfare non ci sono i soldi e quindi non verrà fatto nulla. Poi Monti ha annunciato che il nuovo provvedimento economico renderà anche più equo il prelievo fiscale, ma senza specificare come.
Poi ha parlato dell'Unione Europea, sostenendo che non deve guardare solo al rigore dei conti pubblici e - sollecitato da una domanda di un giornalista che chiedeva quale fosse l'orientamento dell'opinione pubblica tedesca - ha sollecitato la Germania a non perdere quello sguardo di lungo termine che l'ha sempre contraddistinta.
Poi il discorso si è spostato sulla politica, e Monti qui ha negato la sua intenzione sia di essere parte attiva nella politica nazionale, sia di avere un qualche interesse a candidarsi al Quirinale, finito il settennato di Napolitano. Alla stessa maniera, si è detto non interessato alle riforme elettorali, invitando invece i partiti a discuterne per trovare un accordo.
Il discorso si è spostato anche sulla politica interbazionale, e qui Monti, pur condividendo l'aggressione diplomatica che gli Usa hanno scatenato contro l'Iran, ha chiesto che le sanzioni risparmino gli interessi italiani (per essere esatti quelli dell'Eni) in quel Paese.
Infine, Monti ha negato l'ipotesi di rimaneggiare il governo per farvi entrare dei politici. Invece ha fatto un appello all'Idv, facendo presente che il governo sta lavorando su una legge anti-corruzione

LE REAZIONI POLITICHE
Oltre due ore e mezza di conferenza stampa di fine anno, immediate le reazioni politiche. In primis quella dell’onorevole Antonio Di Pietro (IdV), che non ha usato mezzi termini nel condannare “la politica delle televendite e degli annunci auto elogiativi”. Il leader dell’IdV sembra non raccogliere l’invito del premier Monti al dialogo e conferma che la linea del suo partito sarà quella di “valutare i provvedimenti di volta in volta, per poi decidere sul da farsi”. Non gradisce nomi come “Salva-Italia” o “Cresci-Italia” Antonio Di Pietro, che giudica la conferenza stampa di fine anno più una trovata da carnevale che non altro: per lui, Mario Monti, come ha già fatto in precedenza Silvio Berlusconi, “ha venduto provvedimenti prima di farli”. Per Di Pietro, insomma, oggi Monti ha annunciato provvedimenti “Cresci-Italia” , senza dire “come saranno e chi crescerà: abbiamo bisogno di un governo che prima fa le cose e poi le illustra - ha detto l’ex magistrato – e non del contrario”.
Il segretario del Pd, invece, riconosce alle parole del premier “un’analisi veritiera della situazione italiana ed europea”. “Dopo anni di favole abbiamo avuto un bagno di realtà” commenta, infatti, Pierluigi Bersani, che conferma l’appoggio del suo Partito al Professore: “l’appoggio di un partito che non è maggioranza, ma ha idee buone e utili per l’azione di governo”.
Dulcis in fundo arriva Silvio Berlusconi, che chiede, a nome del Pdl, che i prossimi provvedimenti “siano concordati prima di essere varati”. Il Pdl continuerà a sostenere il governo Monti: “Continueremo a seguire questo stesso atteggiamento di responsabilità verso l’Italia e gli italiani, a sostegno delle altre riforme necessarie per favorire la crescita, riforme che il nostro governo aveva già indicato nella lettera alla Banca centrale europea e all’Europa – dichiara l’ex presidente del Consiglio -. Su tutti questi temi si potrà intervenire con efficacia e rapidità se d’ora in poi - come auspico - i provvedimenti del governo, prima del varo, saranno concordati anche con noi che siamo la forza di maggioranza relativa in Parlamento”.

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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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