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Il premier presente al Forum Coldiretti

Monti interviene da Cernobbio: pochi mesi per la ripresa


Monti interviene da Cernobbio: pochi mesi per la ripresa
21/10/2012, 09:17

ROMA  - Da Cernobbio - dove era presente  al Forum della Coldiretti - interviene il  premier Mario Monti e fa riferimento ai "pochi mesi che mancano all'emergere di segnali chiari di ripresa", introducendo il suo intervento: "Siamo nella fase nella quale dobbiamo sforzarci perché nulla vada sprecato in termini di fiducia, toccando con mano benefici che non si vedono e malefici che per fortuna sono stati sventati".

"Quale sarebbe stato l'effetto sulla nostra fiducia – si è chiesto  il premier - e sulla capacità gioiosa di essere italiani che sanno superare momenti difficili, se avessimo avuto l'umiliazione - noi già pronti ad autodenigraci, ed è uno dei nostri difetti - se avessimo avuto un oggettivo sentirci inferiori agli altri, per dover chiedere ad altri di sostituirsi a noi nell'esercizio di quei poteri che anche nell'Unione Europea rimangono in mano a governi nazionali".

"Il nostro Paese ha finora dato prova di saper sopportare una quantità concentrata di provvedimenti restrittivi, forse comprendendo che ce ne era la necessità", ha sottolineato  il presidente del Consiglio. Poi ha aggiunto: "Nessuno ci può accusare di aver preso poche decisioni in questi mesi, semmai troppe".

Il premier ha  poi rivendicato il ruolo del Governo che non ha permesso che l’Italia venisse “colonizzata” dall'Europa:  "Mi permetto di dire che spero un giorno si possa dire che grazie a noi l'Italia non è stata colonizzata dall'Europa e ha mantenuto, in un quadro europeo sempre più integrato, una sua pienamente degna sovranità. A fine 2011 - ha rimarcato - stavamo rischiando di avere una asimmetrica perdita di sovranità".

Una parola anche sull'azione di governo. Ha  spiegato  il professore: "I Consigli dei ministri durano a lungo, certo, ma credo che nessuno può accusarci di aver preso poche decisioni in questi mesi semmai qualcuno dice che ne abbiamo prese anche troppe".

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di Rosario Scavetta
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