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Liberalizzazioni e infrastrutture i punti chiave

Monti: “La Fase 2 è iniziata. Quella della crescita del Paese”

I prossimi interventi del governo. Da cosa si partirà?

Monti: “La Fase 2 è iniziata. Quella della crescita del Paese”
23/12/2011, 09:12

ROMA - “La Fase 2 è già iniziata”: non fa altro che ripeterlo il premier Mario Monti, dopo il passaggio sulla Manovra al Senato. Si tratta della fase riguardante la crescita del nostro Paese che, vista la minaccia della recessione all’orizzonte, non può che essere sviluppata con grande velocità. Conclusasi la seduta di palazzo Madama, quella che ha dato il via libera definitivo alla Manovra economica, subito ci si mette al lavoro su quelli che dovranno essere gli interventi del governo. Inizialmente si pensava ad un’azione subito dopo le feste di fine anno, ma ora iniziano a circolare voci su un primo esame immediato, che potrebbe consumarsi già la prossima settimana. Tra l’altro, che non ci sia tempo da perdere è cosa ormai nota. Gli argomenti sui quali il governo intende intervenire sono noti e più volte enunciati. Si ripartirà dalla Manovra, con farmacie e taxi. Ma anche dagli ordini professionali. Poi, a seguire, il capitolo infrastrutture e poi lo “spinoso” capitolo del lavoro che, dopo l’alt dei sindacati, sarà affrontato solo dopo un confronto serrato con le parti sociali. Ecco in sintesi i settori sui quali il governo dovrebbe intervenire:

LIBERALIZZAZIONI
Si ripartirebbe da quelle abbandonate nel corso della Manovra: farmacie, taxi e più in generale gli ordini professionali. Per altri interventi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si va dagli assetti di governance delle banche e delle assicurazioni, con l’ampia diffusione di legami azionari e personali fra operatori concorrenti, fino alla necessità di mettere mano alla distribuzione dei carburanti, caratterizzata da un grado molto elevato di inefficienza.

INFRASTRUTTURE
Il Cipe ha già sbloccato alcuni miliardi per far ripartire i cantieri. Ma l’intervento è più generale. Si va dalla necessità di attrarre capitali privati per la realizzazione delle opere pubbliche, fino alla necessità di snellire le procedure. Una prossima riunione del Cipe dovrebbe inoltre individuare le opere prioritarie. Resta inoltre da definire la diatriba del Ponte sullo Stretto. Un’idea per le risorse è arrivata di recente dal ministro per l’Ambiente, Corrado Clini, che ha proposto ai colleghi europei: “Sarebbe opportuno avviare una riflessione sulla possibilità che gli investimenti nelle infrastrutture siano esclusi dal Patto di stabilità”.

LAVORO E ARTICOLO 18
Dopo gli scioperi dei sindacati il premier ha più volte detto che per la riforma del mercato del lavoro i tempi saranno più dilatati e si procederà con un confronto serrato con le parti sociali. Ma al di là della metodologia è chiaro che la chiave di volta della discussione è l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Un intervento che non ha mai portato fortuna ai diversi governi che hanno cercato di metterci mano. Ma ora i toni sono più stemperati. Si punta, come anche da sollecitazioni dell’Ue, a rendere più flessibile l’uscita dal lavoro per consentire, come dice il giuslavorista Piero Ichino, di estendere a tutti i contratti a tempo indeterminato.

FISCO
Scongiurato il taglio lineare degli “sconti” fiscali (sostituiti al momento da un aumento dell’Iva), c’è da mettere mano alla “selva” delle detrazioni, che valgono decine di miliardi l’anno, ma sono destinate principalmente ai redditi da lavoro dipendente e ad alleggerire i carichi familiari. Alcune novità sono già arrivate con la Manovra, con la riscrittura dell’Isee, cioè l’indicatore della situazione economica che consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità.

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di Antonio Formisano
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