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Il Pdl chiede al premier "una verifica" con i partiti

Monti: "Ora bisogna spiegare la riforma sul lavoro"

Continua la mobilitazione dei sindacati

Monti: 'Ora bisogna spiegare la riforma sul lavoro'
26/03/2012, 18:03

''Questo provvedimento potrà anche subire qualche cambiamento, ma chiediamo che il Parlamento sovrano ne rispetti l'impianto e i principi basilari. In caso contrario dovrà assumersi le sue responsabilità e il governo farà le sue valutazioni'', è l’appello alle Camere del ministro del Welfare Elsa Fornero, sulla riforma del lavoro. La Fornero , in un colloquio con Repubblica, afferma che si tratta di una riforma equilibrata e in quanto tale, si augura che i partiti nel proporre le modifiche, non la “riducano in polpette”. Il ministro chiarisce anche il senso dell’art. 18, ovvero che “nei licenziamenti per motivi economici oggettivi e' previsto l'istituto dell'indennizzo e non quello del reintegro. Il Pd si e' più volte dichiarato disponibile a una manutenzione' sull'articolo 18 anche se noi non abbiamo mai capito cosa questo significhi nella pratica. Quanto alla Cgil, non ci ha mai fatto controproposte''.  Elsa Fornero si dichiara serena sul provvedimento, poiché dopo tanti anni creerà le condizioni “per aumentare l’occupazione”. Dal canto suo, Mario Monti, che si trova a Seul, dichiara che sulla riforma, alla fine “deve essere il Parlamento a scegliere”. “La responsabilità del governo è quella di presentare una proposta che riteniamo equa e abbastanza incisiva”, dichiara il premier, “e prospettare le ragioni per le quali, pur essendo il parlamento sovrano, cercheremo di avere un risultato in tempi non troppo lunghi e il più vicino possibile a quanto abbiamo presentato". Monti accenna anche allo status in cui ha trovato l’Italia quando gli è stata affidata la responsabilità di guidare l’Italia: “La situazione era piuttosto grave e abbiamo cercato in questi mesi di essere equi nel distribuire i sacrifici o i contributi delle diverse parti economiche e sociali al risanamento dell'Italia. Poi  quando si tratta di lavoro, di sindacati, di forze sociali, di elemento umano è chiaro che il rispetto per tutti i soggetti coinvolti nella consultazione è grande”.

AGGIORNAMENTO ORE 18:15
Il premier in viaggio verso Seul si dice sereno per quanto riguarda la riforma sul lavoro, che giudica "equa e incisiva", ma non vuol sentire parlare di crisi. "Rifiuterei il concetto - spiega ai giornalisti -. A noi è stato chiesto di fare un'azione nell'interesse generale. Un illustrissimo uomo politico diceva 'meglio tirare a campare che tirare le cuoia'. Per noi nessuna delle due espressioni vale perché l'obiettivo è molto più ambizioso della durata ed è fare un buon lavoro". L'obiettivo per Monti è quindi arrivare a un risultato "il più vicino possibile al testo varato dal Consiglio dei Ministri". Monti spiega che adesso occorre soprattutto "spiegare sempre meglio e in modo più persuasivo questa riforma, che era notoriamente un punto tra i più difficili. Dobbiamo convincere l'opinione pubblica e il Parlamento". Proprio per raggiungere un risultato condiviso in Parlamento, il Pdl chiede a Monti di fare una "verifica preliminare" con i partiti che lo sostengono per un'approvazione "ragionevole" del disegno di legge sul lavoro. L'ex ministro Maurizio Sacconi lo ha ribadito durante il primo congresso del Pdl sul lavoro.
Intanto le sigle sindacali non restano ferme alla finestra. La Cgil di Palermo continua a manifestare contro la riforma del mercato del lavoro e la modifica dell'articolo 18. Da domani fino al 30 marzo, Nidil Cgil (Nuove identità di lavoro, sindacato degli atipici) e Slc Cgil (sindacato lavoratori della comunicazione) saranno davanti alla sede della società Almaviva Contact. A Milano, invece, il sindacato della Camusso ha deciso di scioperare il 31 marzo contro il governo per l'articolo 18 e in risposta alla lettera firmata dal direttore generale Di Freda sugli infortuni sul lavoro. Lo sciopero rischia ora di far saltare la prima del balletto 'L'altra metà del cielo' con le musiche di Vasco Rossi. Dal suo campo, la Uil sta avviando una fase di informazione e mobilitazione tra i lavoratori del settore agro-alimentare. Il sindacato di Angeletti ha esaminato il testo del decreto e conferma "tutte le critiche e perplessità già sollevate nei giorni passati su molte parti della riforma che aumentano il costo del lavoro e riducono le prestazioni a favore dei lavoratori".

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di Maria Grazia Romano ed Emanuele De Lucia
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