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“Meglio larghe intese e riforme”

Monti ribadisce il suo no al governo Pd-M5S


Monti ribadisce il suo no al governo Pd-M5S
14/03/2013, 18:58

No ad un governo formato da Pd e M5S. Mario Monti ribadisce, dunque, la sua volontà di vedere un governo sostenuto da più forze politiche - Pd, Pdl e, se ci sta, Grillo - per fare le riforme necessarie al Paese.  È quanto emerso dall’incontro tra Mario Monti e gli eletti di Scelta Civica-Udc-Fli. Una posizione che, spiega un partecipante, si riflette sulla scelta dei presidenti delle Camere: “In Senato non saremo stampella né del Pd, né del Pdl per far passare nomi di una sola parte”.
“Non chiediamo ruoli, né incarichi, tantomeno poltrone; vogliamo che ci sia un'apertura reale che impegni le forze politiche, a cominciare da Pd e Pdl, su un governo di scopo per fare le riforme troppo a lungo rimandate”, ha dichiarato un partecipante che ha reso ben chiara la loro posizione nei confronti del Pds. Nello stesso tempo però, aggiunge cercando di riassumere la posizione espressa da Monti, “non vogliamo essere usati dal Pd in funzione anti-Pdl, nè dal Pdl per aggirare il dialogo con il Pd”.
Una posizione che si riflette sull'elezione dei presidenti della Camere: “Lavoriamo per un riconoscimento reciproco” di Pd e Pdl, riferisce uno dei presenti. Anche se non si nascondono le difficoltà di una simile strategia, visto il clima reso incandescente dai problemi giudiziari di Silvio Berlusconi. Nonostante questo, però, si ha l’esigenza di provarci ugualmente: “A noi - riassume un altro neo eletto - non interessa il governissimo o il governo di scopo in quanto tale, ma che si apra un ragionamento di tutte le forze politiche per fare le riforme”. Un discorso, questo, che riguarderebbe anche Beppe Grillo, qualora voglia fare “davvero le riforme”.
Durante l'incontro si è anche discusso di futuro della formazione che si è presentata alle elezioni: “Monti ha posto il problema non solo dei gruppi parlamentari ma, più in generale, del futuro”. In sostanza se fondere o meno Fli, Udc e Scelta Civica in un unico partito. A sciogliere il nodo ci proverà un apposito comitato.

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di Erika Noschese
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