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Il premier parla alla Camera

Monti: “Serve unità per summit Ue difficile”

Il Professore invoca il sostegno del Parlamento

Monti: “Serve unità per summit Ue difficile”
26/06/2012, 21:06

ROMA – Serve il sostegno del Parlamento, il summit Ue del prossimo 28 giugno è difficilissimo”. Mario Monti nel suo intervento alla Camera invoca supporto per far si che l’Italia diventi un motore unico che spinga l'Europa. Il premier ha, poi, rivendicato gli sforzi fatti dal nostro Paese e il ruolo svolto per avvicinare Francia e Germania. “Gli orientamenti condivisi tra Parlamento e Governo non sono rimasti in quest'Aula, ma hanno contribuito a plasmare, insieme agli indirizzi degli altri stati membri, un'agenda comune europea su cui il governo italiano è stato particolarmente protagonista", ha spiegato Monti sottolineando che occorre non dare alibi agli osservatori che guardano all'azione dell'Italia. Per il professore, insomma, non bisogna aver nessun complesso, ma solo rispettare le regole.
E Mario Monti non manca di sottolineare che non bisogna cadere nella trappola della recessione: “Sarebbe la ricetta migliore per ridurre l'accettazione della costruzione europea tra i cittadini e per trascinarci nel provincialismo e nell'isolazionismo".
Il presidente del consiglio, inoltre, ha sottolineato la necessità di lavorare anche oltre i termini previsti. “Sono pronto a restare al Consiglio europeo oltre il limite previsto della riunione e a lavorare fino a domenica sera se necessario, perché alla riapertura dei mercati si arrivi irrobustiti da un pacchetto per la crescita, ma anche da meccanismi soddisfacenti per reggere alle pressioni del mercato”.
Monti ha parlato anche dei meccanismi anti-spread. ''La proposta dell'Italia è di usare i firewall, Efsf e Esm, per evitare divaricazioni eccessive degli spread degli Stati che sono in regola con la disciplina di bilancio: quindi l'Italia può permettersi e deve chiedere un meccanismo che si applichi a chi ha rispettato le regole'', ha detto il presidente del Consiglio.
E secondo, Monti anche i paesi dell'Unione europea che non fanno parte dell'eurozona, sono preoccupati e il loro interesse potrà servire da impulso al vertice dei 17. “In queste ore stiamo parlando con alcuni capi di governo dei paesi non-euro affinché al Consiglio prima del vertice dell'eurozona rappresentino la loro preoccupazione in modo che quando ci vedremo troveremo maggiore impulso per prendere decisioni difficili”. Secondo Monti, infatti, l'accordo tra Francia e Germania è condizione necessaria ma non è sufficiente" per la riuscita del vertice.
Nell'auspicio che ci sia l'approvazione definitiva della riforma del mercato del lavoro, Monti ha fatto sapere che domani scriverà una lettera al presidente del Consiglio europeo e al presidente della Commissione per informarli dei progressi compiuti fino a quel momento dall'Italia sul terreno delle varie riforme che all'Italia venivano richieste.
E proprio mentre il presidente del consiglio ha preso la parola alla Camera,
Silvio Berlusconi ha lasciato Montecitorio senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti.

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di Rossella Marino
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