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Entro il 31 la scelta: lista unica o federata

Monti, settimana decisiva per il nuovo grande centro

Casini e Montezemolo alla finestra

Monti, settimana decisiva per il nuovo grande centro
26/12/2012, 18:31

ROMA – Tutto pronto per il nuovo grande centro: entro la fine dell'anno, il professore presenterà una proposta politica chiara. Il pallino delle scelte è in mano a Monti, e su questo punto Pier Ferdinando Casini, Luca Cordero di Montezemolo e Andrea Riccardi non hanno avuto difficoltà a trovarsi d'accordo, nel vertice della vigilia di Natale durante il quale hanno dato ufficialmente l'ok al premier, esprimendogli piena sintonia sull'Agenda e sulle cose dette nella conferenza stampa di fine anno. Ma il tempo stringe, ed in meno di una settimana si tratta di dare contorni operativi all'opzione politica condivisa. A questo serviranno, spiega il braccio destro di Pier Ferdinando Casini Roberto Rao, “i contatti a tutti i livelli che ci saranno già da domani, per valutare vantaggi e svantaggi delle due soluzioni possibili (una lista unica o più liste federate nel nome di Monti) e presentare entro la fine dell'anno una scelta chiara agli elettori”. E’ noto che Monti - così come Udc e Fli - preferirebbe l'impatto forte di una lista unica, che avrebbe maggiori chances di attrarre voti e di modificare il quadro della politica. I fondatori di “Verso la Terza Repubblica”, da Montezemolo ad Andrea Riccardi, preferirebbero al contrario tenere distinte le liste della società civile da quelle della politica pura, per dare alle prime la forza di un’offerta integralmente nuova e fresca. Proprio nel vertice del 24 dicembre Casini, Montezemolo e Riccardi hanno scelto di lasciare a Monti l'ultima parola sulla questione, sforzandosi il più possibile di spianare la strada al professore, eliminare i motivi di frizione delle ultime settimane e rafforzare le ragioni politiche dello stare insieme. Si tratta adesso di capire, se prevarrà l'opzione della lista unica, quanto spazio di manovra Monti lascerà a partiti e movimenti sulla scelta degli uomini da mettere in lista, quale sarà la “quota riservata” alle scelte personali del premier, che effetti sortirà l’“assalto alla diligenza” di queste ore, con diversi esponenti della politica (e non) che si autocandidano dichiarando al premier piena identità di vedute. “L'entusiasmo, come è comprensibile, è grande - dice un uomo di vertice di “Italia Futura” -, ora si tratta di capire che forma darsi. Ci sono forti spinte sia per la lista unica che per le liste federate. E veramente si tratta di motivazioni che non guardano solo ai posti in lista, ma che danno sostanza al progetto politico, si interrogano sul cosa si sta costruendo e sul come, su quale sia il disegno migliore per costruire una casa comune che accolga anche altri”. Si lavora perciò ai criteri, anche se Monti ha lasciato intendere in modo chiaro che, nel caso di una lista che porti il suo nome, l'ultima parola spetterà a lui, “In ogni caso - assicura uno dei fondatori di “Verso la Terza Repubblica” - ci sarà una valutazione molto seria ed esigente nei confronti di chi bussa alla porta, per verificare la coerenza del suo percorso e la corrispondenza con ciò che dice di rappresentare”. E forte è il pressing del nuovo centro su Monti, perché tenga nel massimo conto che ha più titolo ad essere della partita chi in questi ultimi anni si è speso e non chi arriva adesso. Sembrano parzialmente accantonati, invece, i veti su Gianfranco Fini e su Fli. “Impossibile non tener conto dell'attacco di Berlusconi, che lo chiama “ministro delle fogne” - dice un montezemoliano - ma è vero anche che proprio nella guerra con Berlusconi Fini si è logorato, ed ora farebbe bene a guardare a D'Alema e Veltroni..”.

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di Valerio Esca
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