Politica / Politica

Commenta Stampa

Il premier intervistato a “Radio Anch’io”

Monti: “Siamo vicini all’uscita del tunnel della crisi”

E poi avverte i partiti: “Basta risse confuse e disordinate”

Monti: “Siamo vicini all’uscita del tunnel della crisi”
31/07/2012, 11:01

ROMA – “La fine del tunnel sta cominciando a illuminarsi. Noi e l’Europa siamo vicini alla fine del tunnel”: è quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Monti, secondo il quale l’incontro di oggi con il premier Francese, Francoise Hollande, si iscrive nella volontà comune di Francia e Italia di “mettere in sicurezza l’euro e dare un preciso impulso alla crescita europea”. Intervistato a “Radio Anch’io”, il premier parla a tutto campo della crisi, lo spread, e della riforma elettorale. E lancia un monito ai partiti: “Basta risse confuse e disordinate. La politica dimostri di saper fare i compiti a casa”. È prima di partire per Parigi che il premier esprime ottimismo sull’uscita dalla crisi, anche se precisa che “gli esami non finiscono mai”, conferma il rapporto forte con Berlino, difende la spending review, invoca ancora una riforma del sistema elettorale e torna a negare una sua discesa in campo alle prossime elezioni.


LA CRISI – “Stanno succedendo due cose - dice - la fine del tunnel sta cominciando a illuminarsi e ci stiamo avvicinando alla fine di questo tunnel”. “Anche se - precisa - gli esami non finiscono mai”. Poi spiega che “la Germania resta un punto di riferimento essenziale”. E ripete la frase che per i leader europei - impegnati nel salvataggio della moneta unica - è diventata quasi un mantra: “La chiave di volta è spingere tutti per l’applicazione senza ritardi e senza ritorni indietro delle decisioni prese dal Consiglio europeo di fine giugno”.


RISSE TRA I PARTITI – “La data delle elezioni conta meno, per gli effetti sullo spread e sui mercati, di quanto contino il clima e le intenzioni dei partiti”, ha detto il premier intervenendo a “Radio anch’io”. “Una relazione cc’è - ha spiegato - più che con la data delle elezioni con il clima complessivo fra oggi e la data delle elezioni”. “Quale sarebbe lo scenario peggiore? Elezioni - ha sostenuto il premier - che si tengono sì a scadenza naturale, ma se ci si arrivasse senza la riforma della legge elettorale e in un clima di disordinata rissa tra i partiti”.


SPENDING REVIEW – “Se è vero che gli esami non finiscono mai si immagini i compiti. Siamo comunque molto avanti nel fare ciò che ci eravamo premessi”, afferma il premier. La spending review, continua, “non è una manovra e non sono tagli fatti in modo cieco. Il Senato ha lavorato molto intensamente e devo dire che siamo riusciti a tenere il timone ben fermo”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©