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Il premier si è recato prima a Herat e poi a Kabul

Monti, visita a sorpresa ai militari in Afghanistan

Napolitano ricorda la vittoria del primo conflitto mondiale

Monti, visita a sorpresa ai militari in Afghanistan
04/11/2012, 10:31

ROMA - Mario Monti è arrivato a sorpresa in Afghanistan dove ha visitato il contingente italiano nella base Isaf di Herat. Il premier si è poi recato a Kabul per un incontro bilaterale con il presidente afghano Hamid Karzai. La visita, che per ragioni di sicurezza è stata tenuta segreta, si svolge in occasione della festa delle forze armate italiane che cade il 4 novembre. Dopo l'incontro con i militari italiani la delegazione, che proseguirà per il vertice Asem in Laos, si è recata a Kabul dove il capo del governo ha incontrato il presidente Karzai. E’ il secondo incontro fra i due dopo quello del 26 gennaio scorso, quando a Roma fu firmato l'accordo sul partenariato e la cooperazione di lungo periodo fra l'Italia-l'Afghanistan.

“Nella ricorrenza del 4 novembre, ricordiamo il 94mo anniversario della vittoria nel primo conflitto mondiale e, con essa, celebriamo l'Unità d'Italia e le sue Forze armate”. Comincia così il messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nel Giorno dell'Unità nazionale e Giornata delle Forze armate, ha reso omaggio al Sacello del Milite Ignoto rivolgendo un “commosso pensiero a tutti coloro che sono caduti per la libertà e la prosperità del nostro Paese”. “Assistiamo in questi anni - scrive il presidente - al succedersi di eventi di portata storica ed a straordinarie trasformazioni in ogni settore della vita umana che investono drammaticamente gli assetti istituzionali, economici e sociali a livello locale e globale. Il prepotente e subitaneo affacciarsi sugli scenari del pianeta delle esigenze e delle capacità competitive di immense moltitudini di uomini e donne, finora rimaste latenti ed inespresse nel sottosviluppo, ci impone di affrontare e di vincere nuove, ardue sfide nel campo dell'economia, della sostenibilità ambientale, della giustizia sociale e internazionale”. “Dobbiamo farlo insieme - raccomanda Napolitano - Paesi e cittadini, perché, di fronte alla crescente interdipendenza e alla complessità e comunanza dei problemi del XXI secolo, nessun singolo Stato è in condizioni di intervenire utilmente da solo. In tale prospettiva, le grandi organizzazioni internazionali - le Nazioni Unite, l'Unione europea, l'Alleanza Atlantica - costituiscono i soli possibili strumenti istituzionali di intervento efficace e coeso degli Stati e vanno perciò costantemente migliorate, potenziate e valorizzate”.

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di Valerio Esca
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