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Un nome della società civile ma non avulso dalla politica

Montiani avvertono il Pd: "Sul Colle ci vuole condivisione"

Si va verso Prodi o Zagrebelsky

Montiani avvertono il Pd: 'Sul Colle ci vuole condivisione'
03/04/2013, 20:40

ROMA - Per il Quirinale serve un nome condiviso e Scelta Civica farà tutto ciò che è in suo potere per evitare che il Pd scelga in splendida solitudine (magari con M5s) il nuovo inquilino del Colle. E’ il messaggio che i montiani mandano a Pierluigi Bersani dopo una lunga riunione dei parlamentari, decisi a mettere in campo candidature moderate sulle quali cercare convergenze (magari con tavoli di incontro bilaterali tra le forze politiche). Lo spettro, per i montiani, è che si ripeta lo schema dell'elezione di Pietro Grasso a Palazzo Madama: una manciata di grillini a dare manforte al Pd e Scelta Civica tagliata fuori, con il suo pacchetto di schede bianche non determinanti, dalla prima vera decisione della legislatura. Una “giornata nera” per Mario Monti, ostinato nella convinzione che solo una sua elezione alla presidenza del Senato avrebbe blindato le larghe intese. Sulla scelta del nuovo inquilino del Quirinale le cose dovranno andare in modo diverso, hanno concordato per tempo senatori e deputati di Scelta Civica in un lunga riunione a Palazzo Madama (senza Monti, impegnato a Palazzo Chigi con i debiti della P.A.). “La speranza è che si possa arrivare ad individuare, per il prossimo Presidente della Repubblica, un nome veramente condiviso perché di lì discende tutto”, ammette candidamente il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa lasciando Palazzo Madama. In altri termini, racconta chi ha preso parte alla riunione, se il Pd pensa ad un nome suo (Prodi? Zagrebelsky?), da eleggere magari insieme a Grillo, sappia che un “atteggiamento muscolare” sul Quirinale avrà riflessi anche sul futuro governo. Per Scelta Civica serve piuttosto un nome condiviso: bene anche un esponente della società civile, purché non avulso dalla politica. “Come dimostra in questi giorni ciò che sta facendo Giorgio Napolitano, l'esperienza politica è importante”, osserva un dirigente di Scelta Civica. La riunione parte con la denuncia di un condiviso malessere, per un governo di fatto azzoppato che è diventato bersaglio (insieme al suo premier) degli strali dei partiti che un tempo lo sostenevano. E che, dice oggi un montiano, rischia di trascinare con sé nelle sabbie mobili anche il partito. Di qui l'esame delle varie possibilità nella partita sul Quirinale: si procede a larghe intese, sceglie da solo il Pd con i grillini, il Pd cerca l'appoggio dei montiani. Il nome di Romano Prodi viene evocato e c’è chi si chiede come si possa dire no ad un esponente delle istituzioni che ha lavorato bene in Europa con Monti. Ma Scelta Civica è netta nel dire che il nome del futuro inquilino del Quirinale va condiviso. Se Bersani vorrà fare da solo, non potrà contare sui montiani quando sarà il momento di fare un nuovo governo. Da registrare oggi, infine, l'editoriale della montezemoliana Italia Futura, che tesse l'elogio di Matteo Renzi: “Le sue parole sono interamente condivisibili. Dopo settimane di dichiarazioni e tattiche incomprensibili da parte di tutti i partiti politici, Renzi è il primo politico a dire in termini chiari quello che va detto: non c’è più tempo”.

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di Valerio Esca
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