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Sul Carroccio: “Nessuna rottura, anche se separati al voto”

Monza: Berlusconi corteggia la Lega e avverte Monti

“Sostegno al suo governo, ma non tiri troppo la corda”

Monza: Berlusconi corteggia la Lega e avverte Monti
04/05/2012, 09:05

ROMA – Benchè alle imminenti elezioni amministrative il Pdl e il Carroccio corrano divisi, Berlusconi torna ad assicurare che con la Lega non c’è stata nessuna rottura. “Non abbiamo mai rotto con la Lega: sono sempre stato in contatto sia con Bossi che con Maroni e non esiste nessuna frattura con loro”, assicura infatti l’ex premier del Consiglio da Monza, dove si è recato per chiudere la campagna elettorale del candidato sindaco Andrea Mandelli. Nonostante la realtà sembri essere un’altra, dunque, il Cavaliere torna a negare qualsiasi tipo di spaccatura con i leghisti: per lui, i dissapori consumatisi negli ultimi mesi sarebbero riconducibili solo a una diversità di vedute sull’attuale governo tecnico. “Esisteva da parte del Carroccio – dice – un dissenso sul sostegno a questo governo, e devo dire - ammette - che alcune ragioni fondate la Lega le aveva”.
Proprio nei confronti del Professore, sempre da Monza, Berlusconi non è per niente tenero e lancia un avvertimento: il Pdl continuerà a sostenere i provvedimenti del suo governo, “fino a quando sarà necessario per concludere le riforme”. Appoggio al governo Monti, dunque, ma senza tirare troppo la corda: “Non potremo continuare a sostenerlo – dice - se i provvedimenti saranno contrari al buon senso e al bene del Paese. Allora ci prenderemo la responsabilità di guardare ai provvedimenti in modo critico”. Un “avviso”, quello di voler decidere di volta in volta l’atteggiamento parlamentare, che viene interpretato come una voglia di avere le mani libere: d’altronde le tasse sono alte e se “si gravano di tasse” i cittadini, a partire da quelle sulla casa, si toglie fiducia “e la fiducia - sottolinea Berlusconi - è il primo fattore di sviluppo”.
Il Cavaliere, infine, guarda al voto del 6 e 7 maggio e al forte rischio di flop e decide di minimizzare la prossima tornata elettorale: non gli riconosce un “valore politico”, perché, sottolinea, “nel Paese c’è una grandissima maggioranza di cittadini confusa che non sa per chi o cosa votare o se valga la pena di votare”.

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di Antonio Formisano
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