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Ancora espressioni razziste di un esponente del Pdl

Moratti: "E' normale che gli stranieri delinquano"



Moratti: 'E' normale che gli stranieri delinquano'
10/05/2010, 12:05

MILANO - Ancora una volta un esponente del Pdl che dimostra il suo razzismo con frasi sconcertanti, a dir poco. Questa volta si tratta del Sindaco di Milano, Letizia Moratti. Partecipando ad un convegno all'università Cattolica di Milano sull'immigrazione, il Sindaco ha espresso compiutamente il proprio pensiero: "I clandestini, che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono''. E poi ha rincarato la dose: "Visto che la clandestinità è un reato, le leggi devono essere rispettate, ma un clandestino colto in flagranza non può essere espulso se ha altri processi a suo carico. Per garantire l'efficacia del reato di clandestinità, occorrerebbe assorbirlo con altre fattispecie di reato e renderlo prevalente per rendere effettive le espulsioni". Al fianco della Moratti, pienamente solidale e condiscendente, il Ministro del'Interno, Roberto Maroni.
Non stupisce, ovviamente, che vengano fatte queste dichiarazioni. Ormai il razzismo apertamente praticato è diventata un'arma di forza di questa maggioranza, dato che è molto apprezzato, soprattutto dai cittadini del nord Italia. Quello che stupisce è il comportamento degli altri Paesi. Per molto meno l'Austria di Haider è stata messa ai margini dell'Europa per anni, finchè l'ex capo di estrema destra non è stato tolto dal governo. Visto che i cittadini italiani sono divisi in chi appoggia questo razzismo e chi vi è indifferente, almeno una risposta dall'Europa si può avere?
Giusto per una chiosa, è bene specificare una cosa: tutti coloro che stanno disperati ed affamati possono delinquere, sia italiani che stranieri. Ma si tratta quasi sempre di lievi reati, come dimostrano le statistiche. Invece chi commette i reati gravi, non viene mai processato o condannato, perchè si tratta per lo più di politici, grossi imprenditori, forze dell'ordine, o amici dei suddetti. E allora c'è un tale muro di garanzie, che il processo è improbo e la condanna inattuabile

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di Antonio Rispoli
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