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Anche Casini apre, con molte cautele

Mozione Concia sull'Ici al Vaticano, il Pd si lacera


Mozione Concia sull'Ici al Vaticano, il Pd si lacera
08/12/2011, 10:12

ROMA - Continuano i mal di pancia all'interno del Pd, a proposito della manovra. Dopo le dichiarazioni contrastanti tra i democratici e l'Italia dei Valori, sull'opportunità o meno di sostenere la manovra Monti, scoppia la grana interna sull'esenzione dell'Ici deciso a favore delle attività economiche di proprietà del Vaticano. La miccia l'ha accesa Paola Concia, che ha presentato una mozione - che ha subito raccolto oltre 20 firme all'interno del partito - in cui chiede al Presidente del Consiglio Mario Monti di avviare la procedure per quantificare quali sarebbero le entrate estendendo l'Ici a tutti gli immobili non luogo di culto di proprietà del Vaticano. Infatti c'è da tenere presente che sono molte le attività commerciali (alberghi, ristoranti, negozi vari) di proprietà del Vaticano che vengono qualificati come "luogo di culto" solo perchè hanno una statuetta della Madonna o una cappella votiva in un angolo.
Le stime in questo campo parlano di almeno 2,5 miliardi l'anno di possibili entrate. Un flusso di denaro che permetterebbe di alleviare alcune delle misure introdotte dalla manovra Monti. Ma l'ala ex cattolica (sempre più sparuta, ma esistente) minaccia di non votare questa norma, se venisse introdotta nel decreto Monti.
Eppure persino il leader dell'Udc Pierferdinando Casini una minucola apertura l'ha fatta: "E' giusto che la Chiesa paghi l’Ici sui locali adibiti alle attività commerciali". Che poi venga fatta una cosa giusta, è tutto un altro paio di maniche.

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di Antonio Rispoli
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