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Casini: a settembre governo ancora più in difficoltà

Mozione su Caliendo: è il primo banco di prova della maggioranza


Mozione su Caliendo: è il primo banco di prova della maggioranza
01/08/2010, 20:08

NAPOLI – Con lo strappo dei finiani, il caso Caliendo è il primo vero banco di prova della maggioranza. La mozione contro il sottosegretario alla Giustizia rappresenta l’occasione di testare i nuovi equilibri, di verificare quanto sia profondo lo strappo interno al Pdl e quali siano le vere intenzioni di Fini. Il presidente della Camera, infatti, con lo stravolgimento politico degli ultimi giorni, potrebbe trovarsi a votare diversamente dal partito di governo insieme ai suoi 33 deputati.
Il nuovo terreno di scontro infuoca il leader di Italia dei Valori, che lancia il guanto di sfida a Fini: bisogna “capire se la sua è una battaglia in nome della legalità o se è solo una furbata”, e la prova del nove arriverebbe proprio col voto. “Ci aspettiamo, - ha affermato Antonio Di Pietro, - che i finiani votino con noi e il Pd la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo”. Lo stesso invito è rivolto anche al leader del Pd, Pierluigi Bersani, che di rimando invita Di Pietro ad un atteggiamento diverso nei confronti delle altre forze dell’opposizione: “Dico da tempo che bisogna accorciare le distanze tra le forze dell’opposizione, ma non si può darsi calci negli stinchi un giorno e fare il partito unico quello dopo”.
Fini, da parte sua, ha fatto sapere di avere le idee “chiarissime” sul caso Caliendo, e quindi sul voto che intende esprimere insieme ai deputati che lo hanno seguito. Il presidente della Camera, che dovrà decidere se calendarizzare la mozione di sfiducia al sottosegretario coinvolto nel caso della cosiddetta P3, attraverso il suo portavoce, Fabrizio Alfano, ha detto che discuterà col suo gruppo “un minuto prima di un eventuale voto”. Risposte quindi tiepide, all’insegna della diplomazia (e della poca concretezza che lascia spazio a qualsiasi decisione) sia dal leader di Futuro e Libertà che da quello del Partito Democratico.
Sembra sicurissimo dell’esito della votazione il ministro Raffaele Fitto, che parla di “mozione strumentale e priva di fondamento, che verrà respinta in modo netto e chiaro da parte della maggioranza”. “Sarebbe, - continua il ministro per i Rapporti con le regioni, - l’ennesimo tentativo di scivolamento verso una deriva giustizialista che non ci appartiene”. Di diversa opinione Santo Versace, per il quale “chi ha problemi con la giustizia in un partito politico, anche fosse innocente al 100%, in certi casi e' opportuno che faccia un passo indietro. Non voglio fare nomi. Tanto tutti sappiamo di cosa parliamo. Per dare la possibilita' a chi governa di non essere sotto accusa costantemente, per non dare l'impressione che si vogliano difendere situazioni che in certi casi sono indifendibili, come abbiamo visto nel corso di questi due anni, e' bene che qualcuno tragga presto le conclusioni".
Un quadro che fa dire a Pier Ferdinando Casini che "non c'e' alcun complotto. Credo che i numeri a settembre saranno ancora peggiori per il governo, perche' si rifiutano di guardare le contraddizioni che hanno messo in atto". "Io - aggiunge il leader Udc - ho formulato la proposta di un governo di transizione, di responsabilita' nazionale, perche' servirebbe al Paese. Se si vuole continuare a intraprendere scorciatoie, questo e' un problema del presidente del Consiglio che non vede quello che tutti gli italiani vedono e che cerca, con la pubblicita', di far passare un'immagine del governo che non corrisponde alla sostanza".

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di Redazione
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