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Napoli, Capodanno: "perchè non si dimettono i candidati con cariche esecutive"


Napoli, Capodanno: 'perchè non si dimettono i candidati con cariche esecutive'
23/01/2013, 10:10

“ Adesso che liste dei candidati al Parlamento nazionale sono note, ancor più restano poco chiare le ragioni per le quali a Napoli per coloro che ricoprono cariche esecutive negli altri organi elettivi non vengano applicati gli stessi principi che sono stati opportunamente utilizzati dall’amministrazione comunale partenopea dove due assessori si sono dimessi per tempo al fine di poter partecipare alla competizione elettorale del 24 febbraio prossimo “. E quanto afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari. “ Vero è che la legge nulla disciplina al riguardo, non esistendo motivi d’ineleggibilità se non per i presidenti della Giunte provinciali e per i sindaci di Comuni con oltre 20mila abitanti, ma per ragioni di opportunità oltre che operative, visto l’impegno che richiede la campagna elettorale, sarebbe stato opportuno che gli interessati si fossero anch’essi dimessi prima di accettare la candidatura “. “ Dopo aver scorso le liste elettorali pubblicate oggi – precisa Capodanno – almeno da una prima analisi, ho notato che ben tre assessori in carica alla Regione Campania sono candidati al Parlamento, eppure nessuno di essi ha dato le dimissioni. Peraltro non mi risulta neppure una presa di posizione al riguardo del Presidente della Giunta regionale della Campania, a differenza di quanto fece a suo tempo il sindaco di Napoli, affermando che gli assessori candidati avrebbero dovuto dimettersi, cosa che effettivamente poi hanno fatto “.“ Ma non finisce qui – prosegue Capodanno -. Perché spulciando le prime liste pubblicate ho osservando che sono candidati anche due presidenti di importanti municipalità, la 1, che comprende i territori di Chiaia, di Posillipo e di S. Ferdinando, con oltre 84miula abitanti e la 5, che comprende i territori del Vomero e dell’Arenella, con circa 120mila abitanti, la più grande municipalità d’Italia, in termini di popolazione. Entrambi avrebbero già dovuto dimettersi, visto che, a mio avviso, municipalità di questa importanza sono palesemente equiparabili a comuni di ben oltre 20mila abitanti. Anche alla luce del fatto che, pur ricomprendendo tali municipalità i cosiddetti “quartieri bene” del capoluogo partenopeo, esse, come è sotto gli occhi di tutti, versano in uno stato di degrado e di abbandono, con episodi che, anche negli ultimi tempi, sono stati più volte alla ribalta delle cronache cittadine, anche per problemi legati alla sicurezza e all’ordine pubblico, con la necessità dunque di essere governati da presidenti presenti ed operativi 24 ore su 24 e non da candidati impegnati a farsi eleggere nel Parlamento nazionale “.

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di Redazione
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