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Napoli, Dirigenti esterni Comune, Palmieri: “Niente rioganizzazione, sarà effetto fisarmonica”


Napoli, Dirigenti esterni Comune, Palmieri: “Niente rioganizzazione, sarà effetto fisarmonica”
11/07/2011, 13:07

“La delibera taglia dirigenti esterni, apparsa all’albo pretorio e sul sito del comune di Napoli solo sette giorni dopo la pubblicazione dei decreti di revoca dei contratti a circa 60 professionisti su 90, è a dir poco sconcertante: non solo non c’è nessuna specifica riorganizzazione funzionale degli uffici e dei servizi ma solo un riferimento a sommarie necessità di risparmio, a generiche priorità (e tra queste, a sorpresa, i rapporti internazionali!) ed anche un rinvio alla complessità di aree che necessitano di unità di progetto e pertanto di dirigenti esterni, ma neppure nulla si dice sule perché il dirigente esterno Mario Rossi può restare mentre il meno fortunato Antonio Bianchi torna a casa”.

Lo ha detto il consigliere comunale Domenico Palmieri, capogruppo di Liberi per il Sud al Consiglio comunale di Napoli, che aggiunge:

“Il fatto che su circa 90 dirigenti esterni ne siano stati licenziati una sessantina non deve ingannare: a breve, infatti, l’amministrazione dovrà nominare i dirigenti esterni per le dieci Municipalità (forse anche più di uno a ente) ed anche quelli che, legittimamente, dovranno ‘garantire’, attraverso lo spoil system, chi è stato chiamato ora a governare la città. In altri termini, alla fine, in quello che appare un vero e proprio effetto fisarmonica, i dirigenti esterni nominati da Palazzo San Giacomo, speriamo con criteri diversi da quelli del passato, saranno presumibilmente circa una sessantina, con un risparmio che sarà dunque risibile”.

“E, mentre, nelle more di una preliminare ed auspicabile ridefinizione della pianta organica, siamo curiosi di ricevere notizie sul concorsone che dovrebbe scrivere la parola fine ad una questione da sempre scandita da scelte del tutto discrezionali, resta forte l’imbarazzo per il trattamento riservato ai non riconfermati: molti di questi, infatti, nei giorni precedenti e successivi alla firma dei decreti di revoca del loro contratto, si aggiravano nei dintorni e all’interno del Palazzo come anime in pena per cercare di capire qualcosa sulla loro sorte. La cattiva notizia. però, gli è stata data ufficialmente con mortificante ritardo: diversi giorni dopo la firma in calce la loro congedo”.

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di Redazione
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